Teenagers nudi per strada, il comune insorge

A Brattleboro la nudità in pubblico non è un reato. Nuova legge allo studio Dibattito aperto in una cittadina del Vermont dove un gruppo di ragazzi ha deciso di passare senza veli le proprie giornate estive

(Veduta di Brattleboro dall’alto)

BRATTLEBORO (Vermont, Stati Uniti) – Non sono naturisti convinti e neppure ribelli o attivisti di gruppi che manifestano per una giusta causa. Gli abitanti di Brattleboro che di tanto in tanto vanno in giro nudi lo fanno semplicemente perché… si può. O, meglio, perché fino ad oggi si è potuto. E se l’amministrazione comunale darà retta ai tanti cittadini che stanno iniziando a storcere il naso di fronte a tanto sfoggio di libertà quello che è un comportamento considerato lecito potrebbe presto non esserlo più.

TEENAGERS IN LIBERTA’ – Il dibattito è aperto, soprattutto dopo che un grande parcheggio a ridosso di negozi e ristoranti è stato adottato come luogo di incontro per gruppi di giovani che dall’inizio dell’estate hanno iniziato a mettersi «in libertà» proprio in questo angolo tutt’altro che riparato di questa cittadina di 12 mila abitanti a circa 150 chilometri ad ovest di Boston.

UN’ESTATE SENZA VELI – A dare origine a tutto è stato un festival musicale organizzato proprio per promuovere la nudità in un grande piazzale del centro (ma secondo altre versioni il vero start lo avrebbe dato una donna che, per difendersi dal caldo, ad un certo punto ha deciso di circolare in topless, così come sono soliti fare gli uomini togliendosi la t-shirt). Il mese scorso una mezza dozzina di persone, perlopiù giovani, aveva fatto altrettanto e aveva iniziato a spogliarsi regolarmente incontrandosi nei pomeriggi estivi. Sono state organizzati eventi come gare di hula hop o corse in skateboard, tutto rigorosamente senza troppa stoffa addosso. «E’ solo un atto di libertà – ha spiegato all’agenzia di stampa Ap il 19enne Adhi Palar, uno dei partecipanti a queste adunate “al naturale” -. Lo facciamo semplicemente perché possiamo farlo». Ma non tutti concordano con questa sua apertura mentale. «Tutto questo dà un’immagine negativa di Brattleboro», ha detto sempre alla Ap Ozzie Kocaoglu, titolare del risorante Sudried Tomato.

IL SONDAGGIO – Un sito Internet, Ibrattleboro.com, ha addirittura lanciato un sondaggio online in cui le risposte più gettonate sono state che il nudo non offende anche se il parcheggio di un quartiere commerciale non è il luogo migliore per esibirlo (poco più del 25%) e addirittura «amo la nudità e penso che se ne debba vedere in giro di più», che ha raggiunto il 24,76% dei consensi. Solo l’8,57% di quanti hanno partecipato alla consultazione si è invece detto favorevole ad una legge anti-nudo.

LEGGI A CONFRONTO – Il Vermont non ha leggi contro la nudità in pubblico, come invece ha ad esempio il Massachussets, ma le singole comunità locali hanno la possibilità di approvarne di specifiche. Una strada, questa, percorsa da almeno otto cittadine secondo quanto risulta alla Lega delle città del Vermont. Brattleboro aveva deciso di non volersi aggiungere alla schiera dei comuni proibizionisti, ma le autorità locali hanno già iniziato a studiare i regolamenti adottati nelle altre comunità. Il rischio, tuttavia, è quello di scatenare la reazione della cittadinanza, poco avvezza a regolamenti proibitivi. Non a caso nella città di Wilmington, a una quarantina di chilometri da Brattleboro, un’ordinanza contro il nudo in luoghi pubblici del 2002 è stata poi cancellata con tanto di voto popolare. Qualcuno bolla il fenomeno come assolutamente passeggero: «Con l’arrivo dell’inverno – dicono in comune – di questa storia non si parlerà più».

Simone, 27enne, informatico per passione, perdi tempo per mestiere. Costantemente alla ricerca delle notizie più trash. Fondatore e autore del sito dal 2006.

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