Infilzato al petto da un sbarra di ferro, sopravvissuto.

Un uomo indiano è sopravvissuto all’operazione a cui è stato sottoposto per rimuore una sbarra di ferro di un metro e mezzo che gli aveva trafitto il petto.

Supratim Dutta - Infilzato al pettoSupratim Dutta - Infilzato al pettoSupratim Dutta - Infilzato al pettoSupratim Dutta - Infilzato al pettoSupratim Dutta - Infilzato al petto

Supratim Dutta, questo il suo nome, stava viaggiando a bordo di un taxi quando l’autista è andato a schiantarsi contro un cantiere dove si trovava una barra larga più di 160 centimetri che prima ha urtato il cofano, poi il cruscotto e infine ha infilzato Supratim che si trovava nel posto affianco all’autista.

Nonostante l’incidente, l’uomo è rimasto conscio e ha chiamato la famiglia e gli amici dal suo telefono cellulare mentre aspettava per un ora l’arrivo dei soccorsi e il trasferimento in ospedale.

I media locali hanno seguito con ansia l’operazione durata quasi tre ore durante la quale i medici hanno rimosso con successo la sbarra di quasi 6 chilogrammi che aveva infilzato il fegato, lo stomaco, la milza e il polmone sinistro. Inoltre aveva perforato il diaframma dell’uomo in due parti e rotto una costola, senza giungere però al cuore.

I medici che hanno operato l’uomo hanno affermato che l’operazione è stata molto delicata, soprattutto perché la presenza della barra ha impedito ai medici di constatare la reale entità del danno. I dottori hanno dovuto tagliare 3 costole per estrarre il ferro.

Per Fortuna Supratim può dirsi un uomo miracolato, l’operazione è andata a buon fine anche se ora bisognerà aspettare che le ferite guariscano per scongiurare la possibilità di un infezione causata dalla presenza della sbarra di metallo.

Simone, 27enne, informatico per passione, perdi tempo per mestiere. Costantemente alla ricerca delle notizie più trash. Fondatore e autore del sito dal 2006.

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