Ben Underwood era un ragazzo di origine afroamericana proveniente da Riverside in California.
Fin dai primi anni di vita Ben ha dovuto combattere con un terribile nemico, un tumore che all’età di 3 anni ha costretto i medici ad operarlo e ad asportargli entrambi gli occhi con un’operazione chirurgica.
Questa grande sfortuna non ha però mai tolto a Ben la voglia di affrontare la vita ad occhi aperti.
La sua strordinaria voglia di apprezzare il mondo esterno lo portò all’età di 7 anni a sviluppare una straordinaria abilità chiamata ecolocalizzazione.
L’ecolocalizzazione o Biosonar è per l’appunto una sorta di vista Sonar che permette a chi la possiede, come ad esempio Ben, di identificare la posizione esatta di un oggetto semplicemente emanando un suono e ascoltandone la sua difrazione nello spazio.
Questa straordinaria capacità di vedere attraverso i suoni ha permesso a Ben di fare moltissime cose che un normale cieco avrebbe mai pensato di fare. Il ragazzo ha imparato a giocare con i videogiochi, a pattinare, andare a correre e a dilettarsi con il biliardino.
L’ecolocalizzazione è comune in alcuni animali, soprattutto tra i delfini e i pipistrelli, ma ben pochi conoscono questa capacità appresa da parte di un essere umano.
Il sonar biologico è stato studiato a partire dagli anni ’50 ma tutt’oggi non sono ancora chiari tutti i meccanismi che portano un essere umano ad acuire l’udito fino al punto tale da identificare la difrazione del suono.
Sicuramente tra i rarissimi casi studiati Ben era l’unica persona ad aver sviluppato questa capacità a livelli tanto incredibili da sembrare un supereroe.
Chiunque abbia avuto a che fare con lui è rimasto letterlmante stupito dalla sua abilità e dalla sua straordinaria voglia di vivere.
Purtroppo il giovane Underwood si è dovuto arrendere alla potenza del tumore che lo aveva costretto a diventare cieco ed è morto a Gennaio dell’anno scorso.
Di lui ci sono rimaste molte testimonianze e racconti. Vi lascio con questo bellissimo video:
Salvataggio in corso...





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Non riesco bene a capire come la spiegazione del modo in cui Ben vedeva possa spiegare il fatto che egli giocava ai videogiochi…
Trovo scritto :”Il suo cervello aveva imparato a trasformare le informazioni sonore in immagini visive, con una specie di processo sinestesico.
Così, oltre a pattinare, giocare a basket, andare in bicicletta era anche abilissimo a giocare ai videogame.”
Quello che voglio dire è che i videogame emettono sì suoni, ma questi non sono strettamente collegati alle immagini che si vedono sulo schermo: Se nello schermo appare un albero esso non è rilevabile dal sonar.. Normalmente i videogiochi emettono suoni come conseguenza di azioni che vengono eseguite (es colpire la pallina) non suoni che fanno presagire l’arrivo della pallina, e anche se lo facessero tale suono non può descrivere la posizione della pallina nello schermo: è un suono preregistrato sempre uguale…
Io non voglio assolutamente dire che non sia vero che Ben giocasse ai videogiochi, affermo però che la spiegazione scientifica che viene data relativamente al suo modo di vedere non può spiegare come lui potesse giocare ai videogiochi!
Salute