2024, donna incinta nello spazio per dare vita al primo bambino extraterrestre

Una startup olandese sta progettando di inviare una donna incinta nello spazio per poter dare vita al primo bambino extraterrestre della storia.

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La SpaceLife Origin vuole scoprire se è possibile riprodursi e sopravvivere nello spazio e per farlo sta organizzando una serie di esperimenti pionieristici per i prossimi cinque anni. Il più importante, programmato per il 2024, è quello di mandare una donna incinta a 400km dalla Terra per dare vita a un bambino nello spazio.

Nonostante possa sembrare una gran figata, i problemi che potrebbero verificarsi sono molteplici e da non sottovalutare. Già solo il viaggio nello spazio per una donna incinta e per il feto potrebbe essere pericoloso in quanto non possiamo sapere che effetti possa avere la partenza con la navicella spaziale – gli astronauti durante la fase di lancio arrivano a pesare più del triplo del loro peso, vuol dire che devono sopportare una pressione altissima che li porta ad avere un grave stress fisico per qualche secondo.

Per non parlare del momento del parto: senza gravità potrebbe essere difficile se non impossibile spingere fuori il bambino. Negli anni ’90 sono stati mandati nello spazio topi, pesci e altri invertebrati che hanno dato alla luce cuccioli con il sistema vestibolare sottosviluppato, che però sono riusciti a sviluppare normalmente poco dopo.

E se andasse tutto bene, c’è da considerare il ritorno sulla terra, che consiste in una caduta libera piuttosto violenta attraverso l’atmosfera con tanto di atterraggio con paracadute, attività che sono sconsigliate a una donna che ha partorito da poco e a un neonato.

Se lo facessero davvero però sarebbe bello sapere cosa scriverebbero nei documenti del bambino extraterrestre!

Samantha, o Sam, classe '88, alla costante ricerca di un lavoro vero mentre vago nei meandri del web scrivendo notizie stupide con due gatti e due coniglietti in braccio.

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