Nel Guinness World Record c’è spazio anche per il gioco d’azzardo

Ha da poco festeggiato i sessant’anni di onorato servizio, ma non ha alcuna intenzione di andare in
pensione.

Perché la prima edizione del “Guinness World Record” fu terminata di stampare un’estate di metà anni
Cinquanta. L’idea di raccogliere in una pubblicazione i più differenti primati opera dell’uomo oppure della natura, venne a un ingegnere di Sua Maestà, dirigente in una popolare fabbrica di birra con sede a Dublino, nell’Irlanda meridionale.

Ecco anche svelata la genesi del nome.

Il successo fu immediato, tanto che la prima edizione andò sold out nel giro di breve tempo. Non solo. Col trascorrere degli anni proprio il “Guinness World Record” ha trovato cittadinanza nelle pagine del… “Guinness World Record”. Al giorno d’oggi risulta il terzo libro più diffuso al mondo dopo la Bibbia e il Corano, i testi sacri delle due principali confessioni.

E iniziando a sfogliarne le pagine o interrogando il suo sito web, perché da qualche tempo è perfino in Rete, scopriamo una serie di record parecchio bizzarri. Anche per quanto riguarda il settore del gambling.

Termine quest’ultimo che gli anglosassoni impiegano per indicare quei passatempi, offline oppure online, come per esempio i giochi da casino NetBet , legati al mondo dell’azzardo.

Ecco qualche esempio:

  • La più lunga partita di blackjack? E’ durata 51 ore e 33 minuti e andò in scena nell’agosto del 2001. Protagonista dell’impresa fu un tale di nome Stephen De Raffaele. Il luogo che fece da scenario, l’Oracle Casinò di Qawra, sull’isola di Malta. Unica concessione al giocatore, quindici minuti di intervallo ogni otto ore di – è proprio il caso di scriverlo – tour de force.
  • Davvero singolare uno dei primati che rintracciamo nella sezione dedicata al poker. Nell’agosto del 2006, in un caffè di Londra, 196 individui presero parte al più grande torneo di strip poker mai organizzato prima. Per chi arrossisce ma fa finta di non saperlo, trattasi di una variante del conosciuto gioco di carte. Al posto dei gettoni segnapunti i player scommettono gli abiti che indossano. Vince chi rimane con più indumenti al termine di tutte le mani in programma.
  • Per concludere la nostra carrellata, come non ricordare che all’Olympic Casinò di Tallinn, la capitale dell’Estonia, nel febbraio del 2005 andò in scena una vera e propria maratona di puntate alla roulette. Una partita lunga 48 ore e senza soluzione di continuità. Per renderci conto dell’impresa è sufficiente fornire uno dei numeri prodotti in quella circostanza: durante la due giorni attorno al tavolo verde il piatto e la boule girarono per 1.650 volte. Roba da mal di testa solo all’idea di contarle.

 

Adesso non ci resta che attendere il prossimo “Guinness World Record”.

 

Simone, 29enne, informatico per passione, perdi tempo per mestiere. Costantemente alla ricerca delle notizie più trash. Fondatore e autore del sito dal 2006.

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