Si paga gli studi aiutando i genitori cinesi a dare nomi occidentali ai figli

Una ragazza di 19 anni ha guadagnato migliaia di dollari inventando un servizio online che aiuta i genitori cinesi a scegliere un nome occidentale per i loro figli.

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Vi è mai capitato di conoscere una ragazza palesemente cinese, che è in Italia da pochissimo e sa parlare pochissimo l’italiano ma si presenta come Carlotta? A me sì! E a quanto pare, associare un nome occidentale ai bambini cinesi va proprio di moda, tant’è che una ragazza ci ha fatto un business.

Beau Jessup nel 2015, quando aveva appena 15 anni, ha accompagnato il padre in un viaggio di lavoro in Cina e durante la loro permanenza una collaboratrice cinese del padre ha chiesto a Beau di aiutarla a trovare un nome occidentale per la figlia di 3 anni. Beau non solo si è sentita onorata per la richiesta ma ha realizzato quanto è importante per i genitori cinesi associare ai loro figli un nome occidentale.

Secondo i cinesi è più facile interagire con il mondo occidentale avendo un appellativo occidentale ma per loro, a causa delle censure del Paese, non è semplice trovare spunti. Beau, decidendo di sfruttare la cosa, non ci ha pensato due volte per investire in un sito web e dare il via al servizio online “Special Name“, dove aiuta i genitori a scegliere il nome occidentale più appropriato per i propri figli chiedendo una piccola ricompensa.

La ragazza ha passato la maggior parte del suo tempo libero creando un database di circa 4000 nomi, associando cinque caratteristiche per ognuno. L’utente che entra nel sito sceglie il sesso del bambino e cinque caratteristiche – che vorrebbe che il figlio avesse – da una lista e l’algoritmo suggerisce tre nomi che corrispondono alle caratteristiche selezionate. Il servizio permette di condividere i nomi con amici e familiari tramite i social, in modo che anche loro possano dare un parere. E, ovviamente, per pubblicizzare il servizio.

Inizialmente il servizio Special Name era gratuito, ma dopo essere stato utilizzato da oltre 150.000 utenti Beau ha deciso di chiedere un contributo di 60 penny, circa 70 centesimi di euro, e grazie ai guadagni è riuscita a pagarsi l’università.

Essendo quasi totalmente autonomo, il servizio permette a Beau di guadagnare senza doversene preoccupare troppo; ogni tanto aggiunge qualche nome, per i problemi tecnici invece c’è una piccola squadra che opera in Cina.

Ed effettivamente il servizio ha un senso, visto che esistono per davvero nomi come “Rolex Wang” e “Gandalf Wu”!

Samantha, o Sam, classe '88, alla costante ricerca di un lavoro vero mentre vago nei meandri del web scrivendo notizie stupide con due gatti e due coniglietti in braccio.

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