Louisa, la donna con la fobia per i bottoni

Si chiama Louisa Francis ha 30 anni, viene da Newcastle in Inghilterra e rappresenta una delle pochissime persone al mondo a soffrire di Koumpounophobia, ovvero la paura per i bottoni.

Quando la donna vede un bottone infatti, è presa da un attacco di panico e rimane quasi paralizzata dalla paura.

Louisa e la fobia per i bottoni (1)Louisa e la fobia per i bottoni (2)Louisa e la fobia per i bottoni (3)

Tutto iniziò all’età di circa 7 anni, dopo che insieme ai suoi amici aveva fatto un gioco con i bottoni che la terrorizzò a tal punto da farla scappare di corsa.

Da allora Louisa rabbrividisce al solo pensiero dei bottoni.

Il peggior incidente che mi capitò fu quando mi trovavo ad Asda (una catena di supermercati), la cassiera indossava una giacca completamente ricoperta di bottoni e come se non bastasse, anche il suo bracciale era fatto con bottoni. E proprio questi, ogni volta che passava un prodotto allo scanner, si avvicinavano a me facendo rumore; mi hanno fatto venire un attacco di panico e non sono più riuscita a mantenere la calma. Sono scappata senza prendere la spesa, mentre tutti mi guardavano.” – ricorda con ansia la donna.

I bottoni in casa Francis sono vietati, tutti i suoi vestiti e quelli di sua figlia Bobby hanno la zip o semplicemente si indossano senza essere allacciati.

So benissimo che non possono farmi niente e che da soli non si muovono neanche, ma c’è qualcosa in me che scatta quando ne vedo uno”

“Gli unici bottoni che riesco a sopportare sono quelli di ferro dei jeans, perché hanno una forma diversa e un aspetto diverso rispetto a quelli di plastica.”

Ma coma avrà fatto a fare le foto per i giornali?

Corner Perk Cafe, il locale dove il tuo conto viene pagato da sconosciuti benefattori

Immaginate di andare a prendere un caffè con un vostro amico o con la/il vostra/o compagna/o e di ritrovarvi con il conto già pagato prima ancora di arrivare al bar!

E’ quello che da qualche tempo accade al Corner Perk Cafè di Bluffton, in South Carolina.

Corner Perk Cafe

Tutto quanto è cominciato nel 2010, quando una benefattrice, bevve un caffè al Perk e se ne andò lasciando 100 dollari di mancia da utilizzare per pagare il conto ai clienti che fossero venuti dopo di lei.

Da allora lo strano fatto si è ripetuto almeno 8 volte, tanto che la notizia si è diffusa tra le persone della città e ora esiste un vero e proprio obolo dove la gente può donare dei soldi per pagare il caffè a quelli che si recano al locale dopo di loro.

“A volte entrano e lasciano dei soldi senza neanche prendere qualcosa al bancone, racconta il proprietario del bar Josh Cooke. immaginate la faccia dei clienti ogni volta che dico loro che non devono pagare nulla perché il loro conto è già stato pagato da qualcun altro. Spesso pensano sia uno scherzo.”

insomma se siete senza spiccioli e vi trovate in zona, sapete dove andare per bere e mangiare gratis

Vuole vivere per un anno come Bear Grylls, muore dopo un mese

Bear Grylls Da sempre in natura vige la legge del più forte, a volte però, anche i più forti devono arrendersi alle avverse condizioni.

E’ quello che è successo a David Austin, una classico esempio che ci fa capire quanto la natura a volte possa essere spietata.

L’uomo aveva deciso di partire per un viaggio unico della durata di un anno, un’avventura ai confini della sopravvivenza nelle zone più impervie della Scozia prendendo spunto dalle incredibili peripezie dell’Inglese Bear Gryll, che nei suoi documentari si cimenta spesso in sfide di sopravvivenza nei luoghi più inesplorati del pianeta.

Purtroppo per Austin però, l’impresa non è andata a buon fine come succede nei documentari (creati ad hoc) in cui compare Bear e dopo appena un mese di stenti è morto in una montagna situata a Corrour in Scozia per l’appunto.

L’uomo 29enne, proveniente da Derby, è stato ritrovato da un lavoratore locale l’ultimo giorno dell’anno. L’autopsia ha rivelato che la morte è giunta per ipotermia.

Prima di partire, Austin, aveva rassicurato tutti dicendo di sapere quello che stava facendo e di essere prontoad affrontare qualsiasi ostacolo.

Una sicurezza tale da convincerlo a non portare con se neanche un telefono cellulare da utilizzare in caso di emergenza.

Purtroppo non è ancora chiaro quale sia stato il percorso che ha portato il giovane fino al luogo in cui è morto, quello che è certo è che persino il più esperto delle guide alpine sa che sopravvivere al gelido inverno dei monti scozzesi è un impresa praticamente impossibile.

La nuova moda su youtube, far finta di cadere nei supermercati

Si tratta di una nuova trovata che ha lo scopo, come d’altronde anche le altre, di attirare su di se l’attenzione del web e diventare in questo modo famosi e ammirati.

La nuova moda è ambientata nei supermercati, dove alcuni ragazzi hanno deciso di inscenare le più improbabili e acrobatiche cadute. Una serie infinita di finti scivoloni, tutti rigorosamente registrati di nascosto.

Un passatempo curioso ma che sicuramente sta dando i suoi frutti.

Pacu, il pesce che uccide i pescatori strappando loro i testicoli

Fantomatici predatori di uomini sono da sempre parte delle nostre credenze e leggende folkloristiche, dal lupo mannaro, al Vampiro, ma ci credereste se vi dicessi che esiste un pesce che attacca i bagnanti e li uccide prendendo a morsi i loro genitali?

Pacu, il pesce tagliatore di palle (1)

Stiamo parlando del pesce Pacu, una specie fluviale ritrovata per la prima volta in Papua Nuova Guinea e famosa tra i locali per i suoi attacchi ad altri pesci e agli umani, in particolare ai loro testicoli.

Per questa sua particolarità il pesce è stato nominato proprio “Tagliatore di palle” e non sto scherzando. Il pesce pesa in media 10 chili e morde le prede lasciandole sanguinanti fino alla morte.

Gli abitanti del luogo descrivono la creatura come misteriosa e solo recentemente grazie a Jeremy Wade, un pescatore Britannico famoso per i suoi programmi di pesca, sono stati in grado di osservarne da vicino un esemplare.

Il tutto è stato documentato da una serie tv chiamata River Monsters e trasmessa in tutto il mondo su Discovery Channel.

Pacu, il pesce tagliatore di palle (2)Pacu, il pesce tagliatore di palle (3)Pacu, il pesce tagliatore di palle (4)

Il Pacu risulta essere un pesce molto ‘muscoloso’ e nella sua bocca sono presenti denti molto simili a quelli umani, con incisivi in grado di ferire gravemente le vittime di attacchi.

Gli esperti affermano che il Pacu abbia iniziato a nutrirsi di carne solo dopo essere stato introdotto dall’Amazonia, dove si cibava di frutti, insetti e semi, ad un ambiente come quello della Papua Nuova Guinea, completamente diverso, dove le stesse fonti di sostentamento erano decisamente scarse.

I due casi che gli hanno fatto guadagnare il titolo di ‘Tagliatore di palle’ risalgono a due distinti incidenti del 2001 in cui due pescatori sono morti, morsi entrambi da un Pacu ai testicoli.

In India la saliva degli sputi rischia di far cadere un ponte

Si chiama Howrah Bridge ed è un ponte di Kolkata, in India che attraversa imponente il fiume Hooghly.

La sua struttura venne costruita nel 1942 durante il dominio Britannico ed è considerato uno dei simboli della città.

Da qualche tempo però il ponte rischia di cadere per una ragione che apparentemente può sembrare banale e innocua, la saliva.

Howrath-Bridge-550x366

In India esiste infatti una gomma da masticare, creata con foglie e noci di Betel, una palma originaria dell’India che dopo essere stata masticata dagli abitanti locali, una volta esaurito il sapore, viene sputata a terra e nel nostro caso specifico, alla base delle colonne del ponte.

Tale abitudine negli anni ha provocato non solo la colorazione di tutte le travi del ponte del tipico colore rosso del Betel, ma ha anche messo a serio rischio la resistenza dello stesso metallo che a causa della corrosione provocata dalla saliva accumulata in anni e anni di sputacchiamenti, è stata messa in serio pericolo.

Tale problema negli anni è stato trascurato e la pulizia del ponte non è quasi mai avvenuta provocando l’assottigliamento dei ganci che reggono l’intera struttura, da 6 centimetri ad appena la metà.

Ultimamente, dopo aver preso atto del problema, le autorità locali si sono date da fare per cercare di salvare il ponte, considerato a tutti gli effetti un monumento. Finora l’idea più convincente è stata quella di ricoprire il ferro delle travi con della vetroresina che ne rafforzino la tenuta.

Il ponte, oltre ad essere un simbolo della città è anche un importantissima via di comunicazione, con circa 100mila veicoli e 150mila pedoni che lo attraversano regolarmente ogni giorno.