Lecca gli occhi alle persone per guarirle

Si chiama Hava Celebic, e dall’alto dei suoi 80anni si dichiara in grado di guarire le persone malate leccando letteralmente le loro pupille.

La donna proveniente da un piccolo villaggio bosniaco, Crnjevo, afferma di avere una capacità miracolosa in grado di liberare le persone da disturbi agli occhi legati a piccoli frammenti di materiali incastrati nella cornea.

Hava, dichiara di aver imparato questa tecnica parecchi anni fa da un’altra anziana signora del villaggio, anch’essa di nome Hava. Da tantissimi anni ormai, decine di persone provenienti da tutto il mondo si recano a Crnjevo per farsi curare là dove la medicina tradizionale ha fallito. Russi, Americani affermano tutti di non essere stati curati dai medici nei propri paesi di provenienza.

Si tratta di persone con disturbi della vista dovuti a schegge di ferro, carbone, legno che una volta raggiunta la cornea non vengono “smaltiti” dall’occhio.

Hava invece sembrerebbe avere una lingua magica, basta una semplice leccata e la scheggia non c’è più.

Non ci credete? Provateci anche voi e fateci sapere.

Ingegnere si opera da solo all’addome: “Ero stanco di aspettare l’ospedale”

Le interminabili liste d’attesa nel nostro paese sono all’ordine del giorno e non di rado capita di ricevere appuntamenti per una semplice visita anche a distanza di un anno, scatenando nei pazienti un senso di sconforto e rabbia.

Chirurgia Fai Da te

E probabilmente anche Graham Smith, un ingegnere di Lancashire, in Inghilterra, deve aver provato gli stessi sentimenti quando dopo essere stato mandato a casa due volte consecutive nonostante l’appuntamento preso, ha deciso di operarsi con le proprie mani per rimuovere alcuni punti interni lasciatigli anni prima durante un’operazione.

 

Smith si era sottosposto ad un’operazione 15 anni fa e i medici gli avevano lasciato dei punti protrundenti sull’addome. Dopo quasi 10 anni dall’operazione nel 2011, l’uomo si era rivolto ad un ospedale per chiedere la rimozione dei punti ma era stato messo in una lista d’attesa cancellata per due volte.

A questo punto Smith, stufo di aspettare e di rischiare di morire di setticemia, ha fatto prevalere il suo istinto di ingegnere a ha deciso di fare da sè. Avrà pensato: se proprio devo rischiare di morire, almeno lo farò per mano mia.

Che ci crediate o no, Smith è riuscito con successo a rimuovere il sottilissimo filo di nylon di 8 millimetri presente nel suo addome da 15 anni e ora si dichiara un uomo rinato.

“Sono un ingegnere, sono abituato a fare cose che gli altri non sanno fare, ma non sono un chirurgo, quindi il mio consiglio è: non fatelo a casa!” – queste sono state le parole dell’uomo alla BBC e noi non possiamo che dargli retta.

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8000 starnuti al giorno – Questa bambina non riesce più a smettere

8000 starnuti al giorno, è questa l’incredibile media di Ira Saxena, una ragazzina di Colchester, in Inghilterra che da un mese circa non riesce più a smettere di starnutire.

La giovane dal risveglio fino al momento in cui si addormenta starnutisce anche 10 volte al minuto, un problema che l’ha costretta a ritirarsi momentaneamente dalla scuola.8000 starnuti al giorno Ira Saxena2

Per questo motivo la madre, preoccupata per la salute della figlia, ha deciso di fare un appello a chiunque possa aiutarla a guarire la figlia. Secondo i medici potrebbe trattarsi di un segnale errato inviato dal cervello o di un tic, anche se al momento nessuno è ancora riuscito ad identificare la causa precisa del disturbo.

Secondo la signora Saxena, si tratta di uno stimolo che viene dal cervello, perché durante una seduta di ipnosi la bambina avrebbe smesso di starnutire.

8000 starnuti al giorno Ira Saxena3

Anche i test sulle allergie sono risultati negativi e i medicinali spray e gli antistamici non sembrano funzionare.

Il periodo più lungo senza starnuti è stato di 25 minuti, ma in alcuni momenti gli attacchi sono così forti che la piccola starnutisce ripetutamente ogni 10-15 secondi. Un effetto negativo sembrerebbe averlo anche l’aria aperta, per questo motivo Ira ha deciso di rimanere in casa fino a quando non si sarà riusciti a comprendere la causa del suo problema.

Di seguito una video intervista ad Ira e alla madre.

100 orgasmi al giorno – La rara condizione di Dale Decker [VIDEO]

Padre di due figli, Dale Decker soffre di una rara condizione apparentemente incurabile che gli provoca fino a 100 orgasmi al giorno.

Il 37enne è una delle poche persone al mondo ad aver deciso di parlare pubblicamente del suo problema, conosciuto come “Sindrome da Eccitazione Sessuale Persistente” o anche PSAS.

Una condizione che come dice Dale, ti rovina la vita.

100 Orgasmi al giorno - Dale Decker

“Quando ti ritrovi in ginocchio al funerale di tuo padre e sei davanti alla sua bara per dirgli addio e ti ritrovi a dover affrontare 9 orgasmi di fronte a tutta la tua famiglia, in quel momento provi il desiderio di non avere mai più un orgasmo in vita tua.” – racconta Dale.

L’uomo dal Wisconsin in America, svolgeva una vita molto tranquilla, fino al 2012 quando una vertebra gli si è schiacciata mentre scendeva da una sedia, dando il via a questa condizione apparentemente senza alcun motivo.

“Mi hanno messo sul retro di un’ambulanza per portarmi all’ospedale e nel tragitto ho avuto i miei primi 5 orgasmi. Da allora non si sono più fermati”.

Dal giorno dell’incidente, Dale passa quasi tutta la sua vita in casa per paura che possa venirgli un orgarmo in pubblico.

La PSAS è una condizione ad oggi irreversibile che provoca ai genitali spasmi ed eccitazione, non necessariamente di natura sessuale.
Chi ne soffre non ha idea di quando possa venire e quanto possa durare. La situazione di Dale si ripercuote sulla vita quotidiana in casa, dove la moglie April cerca di far fronte alla situazione.

“A volte io e mia moglie riusciamo a fare sesso, non spessissimo, perché diventa frustrante, dato che per me non c’è mai una fine”.

Di seguito un video che racconta la sua storia, con la testimonianza della moglie e dei medici che seguono Dale.

Partorisce a 72 anni, “miracolo” in India

Hanno 72 e 79 anni, sono sposati da 46 anni e hanno da poco dato il benvenuto al loro primo figlio, Arman Singh. Daljinder Kaur e suo marito Mohinder Singh Gill sono riusciti ad avere il proprio bambino grazie alla fecondazione in vitro.

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Il dottor Anurag Bishnoi, della clinica di fertilità di Hisar, afferma che l’anziana coppia indiana si sia rivolta a lui tre anni fa. In seguito a due cicli di fecondazione in vitro falliti, Kaur finalmente riuscita a concepire il piccolo.
Bishnoi ha dichiarato che inizialmente pensava che la donna fosse troppo anziana e fragile per poter concepire un figlio, ma dopo diversi test medici, ha deciso di continuare con i tentativi. I dottori ritengono che l’infertilità della neomamma sia stata dovuta al blocco delle Tube di Falloppio.

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Bimba Indiana convive con un nido di formiche nell’orecchio [con video]

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Shreya Darji, 2 anni, proveniente da Gujarat in India, soffre di una strana condizione che la porta ad espellere ogni giorno formiche morte dalle sue orecchie.

Il problema è nato ad Agosto, quando per la prima volta una formica è uscita dall’orecchio della bimba; da allora ogni giorno i medici sono costretti ad intervenire con pinze ed endoscopio per poter rimuovere gli insetti.

Da Agosto, i medici hanno già rimosso centinaia di formiche.

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Purtroppo ad oggi nessuno è ancora riuscito a capire da dove arrivino le formiche e come fermare questo fenomeno. Tra i vari tentativi fatti per tentare di “guarire” Shreya c’è stato anche chi ha provato ad annegare le formiche utilizzando liquidi appositi per le orecchie, senza però ottenere risultati.

Shreya è anche stata sottoposta a numerosi controlli per cercare di capire se esista un nido o delle uova di formica per poter intervenire, ma al momento ancora non sono riusciti ad identificarlo.

Per fortuna al momento le formiche non hanno provocato danni irreversibili all’orecchio della piccola. Solo qualche problema di udito.

Humai, la startup che promette di resuscitare i morti

Da sempre, il tema della vita eterna appassiona l’essere umano. Alcuni pensano che il nostro futuro sia da cercare nell’intelligenza artificiale, altri credono che la rigenerazione cellulare possa essere una strada. Poi c’è chi come Josh Bocanegra, CEO della Startup Humai, crede che si possa addirittura riportare i vita in morti, grazie alle nanotecnologie e ai robot.

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L’azienda di Josh parte da un ragionamento tanto semplice quanto lontano ancora dalla realta: trasformare le onde cerebrali in dati leggibili da computer per poi fare in modo che il cervello della persona deceduta possa recuperare tutte le informazioni di cui ha bisogno e riprendere la sua normale attività.

Humai, afferma che ha intenzione di iniziare a conservare le informazioni di chi desiderà sottoporsi al trattamento tramite delle app che l’azienda sta sviluppando.
Quando la persona morirà, il suo cervello verrà congelato e ibernato e se la persona avrà conservato i dati del proprio cervello, potrà riutilizzarli una volta “resuscitato”.

Il cervello riportato in vita verrà poi posto all’interno di una macchina artificiale, che verrà completamente controllata tramite le terminazioni nervose. Un vero e proprio Cyborg.

Josh-Bocanegra

Moltissimi studiosi si sono detti dubbiosi sulla fattibilità del progetto di Josh: “E’ molto facile dire che tutte le informazioni di un cervello verranno prese e conservate prima di essere riutilizzate. In realtà, però, siamo ben lontani dall’aver scoperto un metodo in grado di tramutare i segnali delle terminazioni nervose in dati; non è facile come collegare il cervello ad una presa USB. Dubito che una startup con appena 5 dipendenti e nessun capitale possa riuscire nell’impresa a cui scienziati di tutto il mondo lavorano da anni.” – dichiara lo specialista britannico Michael Maven.

Anche l’italiano Andrea Riposati esprime le sue perplessità: “Sono capaci tutti di spillare soldi alle persone facoltose che desiderano vivere il più a lungo possibile, promettendo una tecnologia che ancora non esiste e che si sa già che non esisterà prima di almeno 30 anni.”

humai-resuscita i morti

Eppure, il numero uno di Hamai non si lascia intimorire dalle accuse e spiega che nonostante il suo progetto sia molto abizioso non ha come primo obiettivo quello di rubare soldi alle persone e che anzi, l’idea di poter aiutare l’umanità alla realizzazione di questo sogno fantascientifico è la sola cosa che lo motiva profondamente.

Voi cosa ne pensate? Arriveremo mai a questo punto?