Autoritratto di Paul Lung

Paul Lung e i suoi ritratti fatti con la matita

Bellissime fotografie in bianco e nero, non sembra anche a voi? Riuscireste a credere che questi disegni sono fatti tutti completamente con una matita?

Autoritratto di Paul Lung

Paul Lung, 38 anni di Hong Kong ha bisogno solo di unamatita da 0.5 mm e di un foglio A2 per realizzare alcuni dei più incredibili ritratti a mano. La sua passione per il disegno è iniziata fin dalla prima volta che una matita gli è stata messa in mano. Ogni giorno fin da quando era bambino, Paul disegna 3-4 ore al giorno, anche dopo una stancante giornata al lavoro.

Come i più grandi artisti della storia, Paul impiega anche 60 ore di preparazione per ogni suo ritratto e incredibilmente non utilizza mai la gomma.

A volte neanche i suoi amici riescono a credere che i ritratti siano creazioni sue e non di una macchina fotografica, alcuni di loro hanno preteso di vederlo all’opera per convincersi delle sue capacità.

E come dar loro torto, in alcuni ritratti è praticamente impossibile riconoscere il tratto della matita.

Paul Lung e i suoi ritratti con la matitaPaul Lung e i suoi ritratti con la matitaPaul Lung e i suoi ritratti con la matitaPaul Lung e i suoi ritratti con la matitaPaul Lung e i suoi ritratti con la matita

Paul Lung e i suoi ritratti con la matitaPaul Lung e i suoi ritratti con la matitaPaul Lung e i suoi ritratti con la matitaPaul Lung e i suoi ritratti con la matitaPaul Lung e i suoi ritratti con la matita

Julia Gnuse - La donna più tatuata del mondo

Costretta a tatuarsi per sconfiggere una malattia, diventa la donna più tatuata del mondo

Julia Gnuse - La donna più tatuata del mondo

L’incredibile Julia Gnuse si tatuò per la prima volta molti anni fa per combattere una bruttissima malattia alle gambe chiamata Porfiria.

La Porfiria è una malattia che rende le persone che ne soffrono allergiche ai raggi solari. Oltre a coprirsi perennemente con vestiti, cappelli, guanti e quant’altro, una possibile soluzione per questa malattia può essere quella di tatuarsi la pelle in modo tale da renderla insensibile ai raggi solari.

Julia sperimentò per la prima volta questa soluzione alle gambe. Da allora dopo essersi accorti che la terapia funzionava, la donna, 55 anni, proveniente dalla California, ha deciso di tatuarsi anche il resto del corpo, fino a ricoprire il 95% della sua pelle.

Oggi la signora Gnuse è considerata la donna più tatuata del mondo. I suoi tatuaggi rappresentano in gran parte i personaggi dei cartoni animati della sua infanzia e ad alcuni scenari della Jungla.

Julia Gnuse - La donna più tatuata del mondoJulia Gnuse - La donna più tatuata del mondoJulia Gnuse - La donna più tatuata del mondoJulia Gnuse - La donna più tatuata del mondoJulia Gnuse - La donna più tatuata del mondo

Il titolo come “Donna più tatuata del mondo” le è stato consegnato ieri, 26 maggio 2010 al BookExpo di New York.

“L’ho fatto per coprire le cicatrici lasciata dalle bolle causate dai raggi del sole. Un mio amico chirurgo plastico una volta mi suggerì di tatuarmi con lo stesso colore della mia pelle, abbiamo provato, ma non ha funzionato, così mi è venuta l’idea di creare questi tatuaggi tutti colorati e variopinti, fino a diventare Tattoo-dipendente.” – ha dichiarato Julia.

A volte la cattiva sorte aiuta a diventare famosi nel mondo, Julia ne è un esempio.

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Coltivare riso nel reggiseno - Rise-Bra

Rise-Bra – Dal Giappone il reggiseno per coltivare il riso

Coltivare riso nel reggiseno - Rise-BraSviluppato da Triumph, la nota compagnia di biancheria intima che già in passato ha fatto parlare di se per altre iniziative strampalate, si tratta di un reggiseno nel quale è possibile coltivare delle piantine di riso.

L’innovativo reggiseno, presentato in Giappone, è stato realizzato per venire incontro alla passione per l’agricoltura in forte aumento tra le donne.

L’indumento è composto da due vasi in plastica riciclabile, che oltre a coprire il seno, sono in grado di contenere al loro interno delle piantine di riso, come se fossero dei normali vasi da giardino.

All’interno dei due vasi è possibile interrare le piantine con la possibilità di annaffiare i germogli tramite degli appositi tubicini che si estendono lungo la vita dell’indossatrice, come fossero una cintura.

Per completare il kit, insieme al reggiseno vengono venduti anche dei guanti per fare in modo che le donne non si sporchino con la terra dei vasi.

Coltivare riso nel reggiseno - Rise-BraColtivare riso nel reggiseno - Rise-BraColtivare riso nel reggiseno - Rise-BraColtivare riso nel reggiseno - Rise-BraColtivare riso nel reggiseno - Rise-Bra

Ora però arrivano le brutte notizie, per tutte quelle che tra voi si stavano già precipitando in Giappone a comprare questa fantastica innovazione devo avvisarvi che il Rise-Bra  è solo un prototipo e non verrà mai commercializzato!

219.000 sigarette per smettere di fumare a Sydney

A Sydney 219.000 sigarette per aiutare i fumatori a smettere

219.000 sigarette per smettere di fumare a Sydney
Con l’intento di accrescere la coscienza comune sui danni provocati dal fumo, una casa farmaceutica australiana, ha promosso una strana iniziativa e ha posto 219.000 finte sigarette nel centro di Sydney.

La campagna contro il fumo è stata realizzata per convincere i fumatori stufi delle sigarette a cercare un aiuto professionale per riuscire a smettere di fumare. Il tappeto di sigarette è ricoperto da pannelli trasparenti sopra il quale i passanti camminano tranquillamente.

219.000 sigarette per smettere di fumare a Sydney219.000 sigarette per smettere di fumare a Sydney219.000 sigarette per smettere di fumare a Sydney219.000 sigarette per smettere di fumare a Sydney219.000 sigarette per smettere di fumare a Sydney

Se vi state chiedendo perché proprio 219 mila, la risposta ci è subito data. Un fumatore medio che consuma in media 20 sigarette al giorno, nell’arco di 30 anni, arriva a fumarne questa impressionante cifra.

L?iniziativa vuole anche essere un modo simbolico per poter convincere i fumatori che “calpestare” il vizio del fumo è possibile.

Sperando che sempre meno persone inizino.

Barbie Transessuale

Dalla Spagna arriva la Barbie Transessuale

Niente paura signori, è una Barbie come tutte le altre. Ha solo qualcosina in più.

L’artista Andrea Cano ha creato la prima barbie al mondo Transessuale come protesta nei confronti dell’immagine di irraggiungibile bellezza che la bambola per decenni ha rappresentato.

Barbie Transessuale

L’artista, il cui lavoro sarà a breve in mostra ad Alicante in Spagna, ha spiegato: “Le Berbie sono donne praticamente inesistenti, con seni enormi e fianchi strettissimi.”

L’esposizione ha avuto non poche polemiche a suo seguito, soprattutto da parte della casa madre Mattel che si è opposta con forza.

Barbie TransessualeBarbie TransessualeUna portavoce dalla casa di bambole, la signora Julia Jensen, ha dichiarato: “Siamo delusi del fatto che l’immagine di bambola che le bambine di tutto il mondo hanno amato per anni venga usata in questo modo inappropriato.”

Ma dati i tempi che corrono sono sicuro che la mostra avrà un grande successo. Io la proporrei anche in Italia dove negli ultimi tempi i Trans vanno così tanto di moda.

Jan Vormann - L'artista che ripara gli edifici con il Lego

Jan Vormann – L’artista di strada che ripara gli edifici con il lego

Un artista tedesco ha passato gli ultimi tre anni viaggiando per il mondo usando il Lego per sistemare muri rovinati e monumenti.

Jan Vormann, 26 anni, ha realizzato le sue riparazioni in vivace e colorata plastica in luoghi che variano dal vecchio quartiere di Tel Aviv al Bryant Park di New York.

Jan  Vormann - L'artista che ripara gli edifici con il Lego

Stimando di aver usato migliaia e migliaia di mattoncini, Jan spesso accetta l’aiuto di passanti colpiti dal suo minuzioso lavoro di posizionamento dei Lego.

Le sue opere con il lego nacquerò ad un festival d’arte contwmporanea appena fuori Roma nel 2007, da allora Vormann ha cominciato a portarle in giro per il mondo.

“Il mio lavoro preferito è stato fatto a Berlino dove ho riempito i fori nei muri lasciati dalle pistole e dagli Shrapnel (proiettili) dalla seconda guerra mondiale.

“Questo attira l’attenzione della gente sui Lego, che spero si chieda perché i mattoncini sono lì.”

Phillip Levine - L'artista che usa la sua testa come una tela

Philip Levine, l’artista che usa la testa come una tela

Quando Philip Levine si è accorto che i suoi capelli stavano iniziando a cadere poco dopo i ventanni, non se la sentiva di utilizzare parrucche o di ricorrere ad un trapianto.

Phillip Levine - L'artista che usa la sua testa come una tela

Piuttosto che diventare uno dei tanti calvi in giro per il mondo, ha quindi deciso di rendere questo suo difetto un pretesto per creare qualcosa di unico e originale nel nome dell’arte.

E’ così che da un po’ di tempo Phillip, con l’aiuto del suo amico body-painter, Kat Sinclair, ha deciso di utilizzare la sua testa come una tela da disegno.

“Se con un parrucca in qualche modo cerchi di nasconde ciò che può sembrarti un grave difetto, utilizzare la tua testa calva come una tela ti fa sentire speciale, originale e l’imbarazzo di essere pelati, diventa un pregio.”

Phillip levine - L'artista che usa la testa come una tela da disegnoPhillip levine - L'artista che usa la testa come una tela da  disegnoPhillip levine - L'artista che usa la testa come una tela da  disegno

A volte Phillip e Kat passano ore intere a lavorare su nuovi disegni. Tre le tante opere d’arte vale sicuramente la pena ricordare la volta in cui Phillip si face incollare sulla pelata 1000 cristalli di Swarowsky da Kat.

Tatuarsi gli occhi, utima moda nelle carceri americane

Arriva dall’america l’ultima moda della body modification. Si tratta di tatuaggi, ma non di tatuaggi qualunque. Si sta diffondendo in America, soprattutto tra i carcerati la moda di tatuarsi il bulbo oculare con colori intensi o accesi.

L’operazione è molto semplice, si prende una siringa, si riempie del colore che si vuole e infine si buca l’occhio iniettando l’inchiostro.

La colorazione dell’occhio si sta moderatamente diffondendo nei TatooShop, ma non tutti si recano dagli esperti dei tatuaggi, anzi, molti, soprattutto nelle carceri se li fanno da soli o a vicenda, rendendo la cosa ancora più impressionante.

I detenuti intervistati descrivono tutte le operazioni da seguire e affermano che la cosa è abbastanza dolorosa.

Uno di loro ci dice che, nonostante i suoi occhi siano rossi, la sua vista è perfetta come un volta e che non è stata assolutamente alterata dal nuovo colore del bulbo.

Un altro alla domanda “Perchè l’hai fatto?” – risponde – “La domanda è: perché non avrei dovuto?”

Gli esperti affermano che l’occhio è una parte molto resistente del nostro corpo e che i tatuaggi agli occhi hanno origine nel 19esimo secolo. Io però nonostante quello che dicono gli esperti non credo che siano proprio senza conseguenze questi trattamenti.