Hater – L’app per trovare persone che odiano le tue stesse cose

Dopo Grindr, Tinder, Blendr e tutti gli altri servizi in grado di avvicinare persone con gli stessi interessi, finalmente sbarca nel mondo degli incontri online, un’app in grado di aiutare i suoi utenti a trovare persone che nutrono odio per le stesse cose o persone.

Hater, fondata da Brendan Alper, è nata come uno scherzo tra amici e si è in brevissimo tempo trasformata in qualcosa di reale, anche dopo aver condotto alcune ricerche che confermavano la sua intuizione iniziale.

Hater avvicina le persone grazie a quello che le allontana dagli altri. Un concetto semplice ma efficacissimo.

L’applicazione, in beta test da Dicembre è stata lanciata ufficialmente su apple store ieri 8 Febbraio 2017 e a brevissimo su google play.

“Vogliamo che le persone possano esprimersi più onestamente. E poi è molto più semplice iniziare una conversazione con una persona che odia i cetrioli” – ha dichiarato il CEO delll’azienda.

Giappone: smartphone waterproof per poterli usare sotto la doccia

È da un po’ che nel mercato occidentale sentiamo di alcuni smartphone waterproof e siamo entusiasti perché se dovesse caderci nel water potremmo stare tranquilli. In Giappone invece gli smartphone sono resistenti all’acqua per il 90-95% da almeno una decina d’anni perché le persone vogliono usarli anche in vasca o sotto la doccia.

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L’anno scorso hanno dato luce a uno smartphone completamente lavabile ma non è stata una novità troppo entusiasmante, in quanto già da tempo sono quasi tutti waterproof – e quindi vengono lavati indirettamente sotto la doccia. Sì, perché la dipendenza da smartphone in Giappone è così forte che le persone non si staccano dal proprio telefono nemmeno quando devono lavarsi!

Per questo i produttori di smartphone sono andati incontro ai loro clienti cominciando a produrli in modo che resistessero all’acqua già dieci anni fa. Il primo è stato il Casio Canu 502S, nel 2015, seguito a ruota da vari modelli della Fujitsu e poi da tutte le altre aziende produttrici di telefoni cellulari.

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Al momento, nel mercato giapponese gli smartphone sono waterproof per almeno il 90-95%. La Samsung, azienda coreana, ha dovuto adattarsi per non rimanerne completamente fuori ed è forse per questo che ha cominciato a impermeabilizzare i propri smartphone (il primo è stato il Samsung Galaxy S5). Per la Sony invece, essendo un’azienda giapponese, gli smartphone waterproof sono la regola più che l’eccezione.

E quindi cos’abbiamo imparato oggi? Che se lasciamo il cellulare fuori dalla doccia non ne siamo così dipendenti come pensavamo.