Inventato il costume che libera dalla sabbia

Sebbene i giapponesi non amino particolarmente la tintarella in riva al mare, la loro industria dei tessuti sta riconfermandosi all’avanguardia per i costumi da bagno con il lancio di un originalissimo «modello antisabbia».
Grazie a un filato della Toray, infatti, non vi saranno più problemi per chi non sopporta il fastidio dei granellini sul costume, che generalmente rimane umido a lungo anche quando la pelle è ormai ben asciutta. L’invenzione, come precisato dal quotidiano economico Nikkei, è basata su polimeri idrorepellenti, che impediscono alla sabbia di «cementarsi» nel tessuto inumidito. L’invenzione si deve al ‘mago dei costumi da bagnò della Toray, Ujiteru Niwa, che ha già realizzato vari tipi di indumenti innovativi: da quelli resistenti alla varechina a quelli a rapida asciugatura, nonchè quelli che offrono una minima resistenza all’acqua e che sono diventati un «must» per tutti i campioni di nuoto. Sono 18 anni che Niwa è a capo di un settore progettazione della Toray che ha conosciuto crescenti successi e che ormai domina oltre il 70% del mercato nipponico dei costumi da bagno.
(Fonte Ilgiornale.it)

Il raccattapalle entra e fa gol. L’arbitro convalida!

Un raccattapalle che fa gol e se lo vede convalidare: nel calcio ci mancava solo questa. Protagonista negativo dell’accaduto, in Brasile, l’Atletico de Sorocaba, in vantaggio al 44′ della ripresa con il Santacruzense in una gara per la Copa Federacao Paulista e poi raggiunto. Ma cosa accade al 44′ della ripresa? Su una rimessa laterale di un giocatore del Santacruzense, un raccattapalle è entrato in campo e, approfittando della disattenzione dell’arbitro, ha messo la palla in rete. Il direttore di gara Regina de Oliveira si trovava di spalle al momento del gol ma, vedendo l’assistente di linea correre verso il centrocampo, lo ha convalidato. Inevitabile la reazione del Sorocaba, che ha perso il primo posto nel girone, e si è rivolto alla Federazione dello Stato di San Paolo perché il gol sia annullato. La cosa però, secondo quanto riportato dalla federazione, non è possibile fare.

In Italia mai una situazione del genere, anche se in una circostanza si è verificato il caso inverso. Capitò a Giuseppe Savoldi in un Ascoli-Bologna 1-3 del 12 gennaio 1975: l’allora centravanti felsineo mise a segno la quarta rete per i rossoblu, ma il raccattapalle Domenico Citeroni respinse la palla fuori dalla rete. Episodio che valse al ragazzo un invito alla Domenica Sportiva, durante la quale ci fu la storica stretta di mano con un indulgente Savoldi che perdonò il ‘trasgressore’.

Un serpente in lavatrice: è illeso

La sua avventura è cominciata in un sacchetto dei panni sporchi, è continuata a bordo di un volo transoceanico ed è finita nella centrifuga di una lavatrice, dalla quale è uscito incolume. Il protagonista è un serpente delle Filippine, sbucato all’improvviso dalla lavabiancheria di una ignara turista tedesca, che stava facendo il bucato al rientro da una vacanza nell’arcipelago asiatico.

Un’esperienza che avrebbe ucciso qualsiasi animale, ma non lui, un rettile appartenente ad una specie simile a quella delle vipere europee. Forse stava cercando il proprio habitat originario, fatto sta che il serpente si è intrufolato tra la biancheria sporca della signora in questione ed è rimasto quatto quatto nel suo nascondiglio, fino all’arrivo nella città di Norimberga, nella Germania meridionale. Non solo, è riuscito a resistere ad un lavaggio in lavatrice alla temperatura di 40 gradi, sopportando anche 1.200 giri di centrifuga. Solo quando la donna ha aperto l’oblò, ha avuto la spiacevole sorpresa di ritrovare un serpente tra gli slip e le magliette.

Il ritrovamento ha reso incredula lei ma anche i poliziotti, chiamati per recuperare “il clandestino”. Il serpente, che non è velenoso, si trova ora nello zoo di Norimberga, che è diventato la sua nuova casa. Forse proprio quello che voleva.

(Fonte Tgcom)

Gemelli-Fabri Fibra, guerra rap

Fenomeno inedito in Italia
“Mi sta sul c**** Grido/ I Gemelli/ il cugino”. Con le parole della canzone “Idee stupide” Fabri Fibra, il rapper più polemico d’Italia, ha innescato una reazione a catena senza precedenti. Sulla falsariga di quello che accade in America cioè che due rapper si insultano a suon di note (come in “8 Mile” di Eminem), Grido (dei Gemelli Diversi) risponde con un video-parodia via web “Standing Ovation”, ma non rilascia dichiarazioni alla stampa.

Il fenomeno in Italia è inedito. Solo negli ultimi anni la cultura rap sta facendo proseliti e dimostrazione è il successo che stanno ottenendo Mondo Marcio e Fabri Fibra, giusto per citare gli ultimi “casi” musicali. Ma la “battaglia musicale” tra due rapper oramai è consuetudine in America. Non si scandalizza nessuno e soprattutto prendersi a parolacce via radio sembra essere una prassi normale.

In Italia è Grido ad aver risposto per le rime, anzi via web, alla provocazione di Fabri Fibra. Il cantante ha pensato di fare un video amatoriale lanciato sul sito ufficiale dei Gemelli Diversi, dove compare però un avviso “Standing Ovation non è un nuovo pezzo dei Gdv, ma un allegra parodia del brano Rap Applausi per Fibra”. Grido canta con una maglietta ironica con su scritto “Sempre fatti”. Non si sa se il messaggio fosse diretto proprio al “collega” Fabri Fibra o se sia un caso.

Nel frattempo l’addetta stampa della SonyBmg ci ha comunicato che Grido non rilascia interviste per non alimentare ulteriori polemiche. Si attende sicuramente la risposta (non si sa se in musica o con una intervista) di Fabri Fibra che in qualche modo dovrà replicare a Grido.

All'Asta mutandine Bridget Jones

Le famose mutandine della nonna indossate da Renee Zellweger nel film “il diario di Bridget Jones” e nel suo sequel, “Che pasticcio Bridget Jones”, andranno all’asta con tanto di autografo dell’attore Hugh Grant, protagonista dei film insieme all’attrice. Il ricavato servirà per la manutenzione delle aree verdi più famose di Londra, più volte scelte come location di alcune scene dei film, da Regent’s park a kensington gardens. Gli organizzatori dell’asta di beneficenza sperano di venderle a 150 mila euro.

Teenagers nudi per strada, il comune insorge

A Brattleboro la nudità in pubblico non è un reato. Nuova legge allo studio Dibattito aperto in una cittadina del Vermont dove un gruppo di ragazzi ha deciso di passare senza veli le proprie giornate estive

(Veduta di Brattleboro dall’alto)

BRATTLEBORO (Vermont, Stati Uniti) – Non sono naturisti convinti e neppure ribelli o attivisti di gruppi che manifestano per una giusta causa. Gli abitanti di Brattleboro che di tanto in tanto vanno in giro nudi lo fanno semplicemente perché… si può. O, meglio, perché fino ad oggi si è potuto. E se l’amministrazione comunale darà retta ai tanti cittadini che stanno iniziando a storcere il naso di fronte a tanto sfoggio di libertà quello che è un comportamento considerato lecito potrebbe presto non esserlo più.

TEENAGERS IN LIBERTA’ – Il dibattito è aperto, soprattutto dopo che un grande parcheggio a ridosso di negozi e ristoranti è stato adottato come luogo di incontro per gruppi di giovani che dall’inizio dell’estate hanno iniziato a mettersi «in libertà» proprio in questo angolo tutt’altro che riparato di questa cittadina di 12 mila abitanti a circa 150 chilometri ad ovest di Boston.

UN’ESTATE SENZA VELI – A dare origine a tutto è stato un festival musicale organizzato proprio per promuovere la nudità in un grande piazzale del centro (ma secondo altre versioni il vero start lo avrebbe dato una donna che, per difendersi dal caldo, ad un certo punto ha deciso di circolare in topless, così come sono soliti fare gli uomini togliendosi la t-shirt). Il mese scorso una mezza dozzina di persone, perlopiù giovani, aveva fatto altrettanto e aveva iniziato a spogliarsi regolarmente incontrandosi nei pomeriggi estivi. Sono state organizzati eventi come gare di hula hop o corse in skateboard, tutto rigorosamente senza troppa stoffa addosso. «E’ solo un atto di libertà – ha spiegato all’agenzia di stampa Ap il 19enne Adhi Palar, uno dei partecipanti a queste adunate “al naturale” -. Lo facciamo semplicemente perché possiamo farlo». Ma non tutti concordano con questa sua apertura mentale. «Tutto questo dà un’immagine negativa di Brattleboro», ha detto sempre alla Ap Ozzie Kocaoglu, titolare del risorante Sudried Tomato.

IL SONDAGGIO – Un sito Internet, Ibrattleboro.com, ha addirittura lanciato un sondaggio online in cui le risposte più gettonate sono state che il nudo non offende anche se il parcheggio di un quartiere commerciale non è il luogo migliore per esibirlo (poco più del 25%) e addirittura «amo la nudità e penso che se ne debba vedere in giro di più», che ha raggiunto il 24,76% dei consensi. Solo l’8,57% di quanti hanno partecipato alla consultazione si è invece detto favorevole ad una legge anti-nudo.

LEGGI A CONFRONTO – Il Vermont non ha leggi contro la nudità in pubblico, come invece ha ad esempio il Massachussets, ma le singole comunità locali hanno la possibilità di approvarne di specifiche. Una strada, questa, percorsa da almeno otto cittadine secondo quanto risulta alla Lega delle città del Vermont. Brattleboro aveva deciso di non volersi aggiungere alla schiera dei comuni proibizionisti, ma le autorità locali hanno già iniziato a studiare i regolamenti adottati nelle altre comunità. Il rischio, tuttavia, è quello di scatenare la reazione della cittadinanza, poco avvezza a regolamenti proibitivi. Non a caso nella città di Wilmington, a una quarantina di chilometri da Brattleboro, un’ordinanza contro il nudo in luoghi pubblici del 2002 è stata poi cancellata con tanto di voto popolare. Qualcuno bolla il fenomeno come assolutamente passeggero: «Con l’arrivo dell’inverno – dicono in comune – di questa storia non si parlerà più».

19.100 km senza pausa in 260 giorni la corsa record del "marinaio dei continenti"

TOKYO- Potrebbe piacere allo Zemeckis dei giorni di Forrest Gump l’impresa epocale di Serge Girard. Cinquantadue anni, un cuore d’acciaio, il corridore francese ha battuto il record del mondo della corsa più lunga senza neanche un solo giorno di riposo, percorrendo la strada che separa Parigi da Tokyo, dove giungerà domani. Ma il record è ormai già stabilito e verrà conservato negli annali dello sport: arrivato ieri sera a Sugitomachi, a est di Tokyo, ha battuto il primato mondiale detenuto da Gary Parson, che nel 2000 in Australia aveva percorso in 276 giorni 19.030 km senza una sola pausa.

Infatti la condizione per l’omologazione ufficiale del primato è non smettere di correre nemmeno un solo giorno, eccetto che durante le ore di sonno necessarie al riposo. E Girard, originario della Normandia vicino a Le Havre, ce l’ha fatta: quando giungerà a Tokyo, dopo essere partito da Parigi il 18 dicembre 2005, avrà percorso 19.100 in soli 260 giorni. Ben 16 giorni in meno rispetto all’avversario australiano per aver corso 70 km in più, anche se naturalmente le quantificazioni esatte andranno fatte solo al momento dell’arrivo.

Monsieur Girard ha affrontato il suo lungo viaggio dall’Occidente alla scoperta dell’Oriente percorrendo una media di 73 km al giorno: una decina di chilometri in meno di due maratone al giorno per circa nove mesi consecutivi. E per orientarsi attraverso i diciannove Paesi che ha solcato (la Francia, la Germania, l’Austria, l’Italia, la Croazia, la Bosnia, la Slovenia, il Montenegro, la Macedoina, l’Albania, la Grecia, la Turchia, l’Iran, il Turkmenistan, l’Uzbekistan, il Kirghizistan, il Tajikistan, la Cina e, infine, il Giappone) ha usato un sistema di guida satellitare (GPS).

Ma Serge Girard, un ex consigliere finanziario alle assicurazioni AGF, ha già alle spalle una carriera di corridore fuori dal comune: ha traversato con la sola dinamo delle sue gambe tutti e cinque i continenti. Gli Stati Uniti, l’Australia, l’America del sud e l’Africa nel 1997, 1999, 2001 e nel 2003, battendo al suo passaggio le quattro migliori performance mondiali.

Sebbene sia già interessante la nota biografica secondo cui Girard ha iniziato a correre a 30 anni, la cosa davvero curiosa è la fonte della passione di Serge per la corsa. E’ stato all’età di quarant’anni che, nel leggere il romanzo “La grande corsa di Flanaghan”, Girard ha immaginato di ripercorrere le orme del primo uomo che nel 1928 ha traversato gli Stati Uniti da Los Angeles a New York.

E martedì “il marinaio dei continenti”, come viene chiamato Girard, verrà accolto da una folla entusiasta e dalle colombe del palazzo dell’imperatore a Tokyo per firmare il suo ingresso nella storia dello sport.

(Fonte Repubblica.it)