Mona e Cali

Ragazza cieca e Musulmana usa un cavallo per farsi guidare a scuola

Mona Ramouni è una ragazza Musulmana di Dearborn in Michigan, nata con gravi difficoltà visive che da qualche mese utilizza un cavallo per farsi guidare per le strade della città e raggiungere la scuola in cui studia.

Secondo i genitori di Mona, il cane è un animale ‘immondo’ e per questo la loro figlia non può servirsi di un animale del genere come guida per ciechi.

Mona e CaliMona e Cali

Per questo le hanno comprato Cali, un piccolo cavallo alto 76 centimetri che la aiuta a districarsi tra il traffico cittadino, tra i pedoni e naturalmente la guida ogni giorno verso scuola.

“E’ un bellissimo cavallo. Quello che veramente vorrei è che tramite l’aiuto reciproco sia io che lui riuscissimo ad andare in posti in cui da soli non potremmo andare. Prima del suo arrivo spesso pensavo che la mia vita fosse sprecata e che non avrei mai concluso niente. Ma con l’arrivo di Cali, ho ritrovato la confidenza che avevo quando ero una bambina.” – dice Mona.

Ramouni ha perso la vista quando era ancora neonata, per essere nata con 3 mesi d’anticipo.

La 28enne, studia Psicologia all’università e attualmente lavora alla revisione e correzione di testi scritti in Braille.

Secondo l’associazione che addestra i cavalli per la guida di persone cieche, Mona è una delle sole 5 persone in America ad usufruire di questo servizio.

Ben Underwood - Il ragazzo cieco che vedeva con i suoni

Ben Underwood – Il ragazzo cieco che vedeva senza occhi

Ben Underwood era un ragazzo di origine afroamericana proveniente da Riverside in California.

Fin dai primi anni di vita Ben ha dovuto combattere con un terribile nemico, un tumore che all’età di 3 anni ha costretto i medici ad operarlo e ad asportargli entrambi gli occhi con un’operazione chirurgica.

Ben Underwood - Il ragazzo cieco che vedeva con i suoni

Questa grande sfortuna non ha però mai tolto a Ben la voglia di affrontare la vita ad occhi aperti.

La sua strordinaria voglia di apprezzare il mondo esterno lo portò all’età di 7 anni a sviluppare una straordinaria abilità chiamata ecolocalizzazione.

L’ecolocalizzazione o Biosonar è per l’appunto una sorta di vista Sonar che permette a chi la possiede, come ad esempio Ben, di identificare la posizione esatta di un oggetto semplicemente emanando un suono e ascoltandone la sua difrazione nello spazio.

Questa straordinaria capacità di vedere attraverso i suoni ha permesso a Ben di fare moltissime cose che un normale cieco avrebbe mai pensato di fare. Il ragazzo ha imparato a giocare con i videogiochi, a pattinare, andare a correre e a dilettarsi con il biliardino.

L’ecolocalizzazione è comune in alcuni animali, soprattutto tra i delfini e i pipistrelli, ma ben pochi conoscono questa capacità appresa da parte di un essere umano.

Il sonar biologico è stato studiato a partire dagli anni ’50 ma tutt’oggi non sono ancora chiari tutti i meccanismi che portano un essere umano ad acuire l’udito fino al punto tale da identificare la difrazione del suono.

Ben Underwood - Il ragazzo cieco che vedeva con i suoniBen Underwood - Il ragazzo cieco che vedeva con i suoniBen Underwood - Il ragazzo cieco che vedeva con i suoniBen Underwood - Il ragazzo cieco che vedeva con i suoniBen Underwood - Il ragazzo cieco che vedeva con i suoni

Sicuramente tra i rarissimi casi studiati Ben era l’unica persona ad aver sviluppato questa capacità a livelli tanto incredibili da sembrare un supereroe.

Chiunque abbia avuto a che fare con lui è rimasto letterlmante stupito dalla sua abilità e dalla sua straordinaria voglia di vivere.

Purtroppo il giovane Underwood si è dovuto arrendere alla potenza del tumore che lo aveva costretto a diventare cieco ed è morto a Gennaio dell’anno scorso.

Di lui ci sono rimaste molte testimonianze e racconti. Vi lascio con questo bellissimo video:

Torneo di calcio per ciechi

Campionato di calcio per ciechi

Se credevate che il calcio non fosse uno sport adatto ai ciechi, vi sbagliavate di grosso. Esiste addirittura un torneo ufficiale di calcio per ciechi che si è svolto pochi giorni fa a Mosca e che ha coinvolto decine di atleti provenienti da 4 nazioni.

Torneo di calcio per ciechi

Le 4 squadre si sono sfidate in una serie di match “al buio”. E’ effettivamente difficile capire per noi come possa essere possibile giocare a calcio per una persona che non vede il pallone, tantomeno la porta. Tutti quanti i giocatori, con differenti gradi di cecità, hanno giocato con una benda agli occhi, per non favorire i più fortunati.

Per riuscire a giocare, i non vedenti sono stati aiutati da alcuni sensori acustici sulle magliette degli stessi giocatori, per aiutarli a riconoscere i propri compagni di squadra. Anche la palla utilizzata è diversa dai classici palloni di calcio, è più pesante, non rimbalza ed emette un rumore caratteristico che aiuta i giocatori ad identificarla.

Torneo di calcio per ciechiTorneo di calcio per ciechiTorneo di calcio per ciechiTorneo di calcio per ciechi

Gli incontri durano 25 minuti per tempo e le due squadre sono guidate dai rispettivi allenatori posti dietro le porte.

Una curiosità arriva anche dai portieri, che a differenza di tutti gli altri, vedono, questo però non impedisce la realizzazione dei gol.