Donna morde il pene del marito

Non vuole il marito in cucina, gli morde il pene

Un uomo indiano voleva solo fare colazione ma a quanto pare la moglie era di cattivo umore così, appena ha messo piede in cucina, ha cominciato a lanciargli addosso oggetti e a mordergli il pene.

Donna morde il pene del marito Sembrava una mattina come tante per Jitendra Patel, 30 anni, di un piccolo villaggio indiano. Dopo aver chiesto alla moglie Uma di preparargli la colazione, non ricevendo riscontro, decide di entrare in cucina per provvedere da sé.

La reazione della donna è stata repentina e violenta: ha cominciato a lanciargli qualsiasi oggetto le capitasse sotto mano per culminare, nonostante i bambini della coppia stessero cercando di dividerli, con l’afferrare i testicoli dell’uomo e mordergli il pene. Jitendra, scioccato, è riuscito a fuggire e ha denunciato la moglie alla polizia, rilasciata in seguito su cauzione.

Oltre al danno, però, si è aggiunta la beffa: in seguito al morso, il pene ha cominciato a secernere pus e l’uomo è dovuto ricorrere a un intervento chirurgico per rimouvere l’infezione che si stava propagando.

Uma, ora conosciuta nel villaggio come “la donna dai denti velenosi“, non si spiega ancora cosa l’abbia spinta a un tale gesto, e rischia un’ulteriore condanna per tentato omicidio ai danni del marito.

Mensa giapponese cucina piatti che vengono serviti in prigione (1)

In Giappone la mensa dove si mangia come in prigione

Mensa giapponese cucina piatti che vengono serviti in prigione (1) Molte persone si saranno chieste com’è il cibo in prigione ma per saperlo dovremmo commettere qualche reato. In Giappone, invece, è possibile provarlo semplicemente andando al Prison Cafeteria.

La mensa, situata ad Abashiri (Hokkaido), serve i pasti che vengono serviti ogni giorno in prigione. Come si può immaginare è piuttosto scadente ma anche abbastanza gustoso.

Tutti i menù disponibili – che vanno dai 700 agli 800 yen, quindi circa 7-8 dollari – offrono una vasta varietà di cibo, come il pesce e le fibre, che soddisfano il fabbisogno giornaliero di una persona.

Il ristorante sostituisce il tè che viene servito in prigione con una gustosa zuppa di miso ma il resto della portata è lo stesso.

Mensa giapponese cucina piatti che vengono serviti in prigione (2) Mensa giapponese cucina piatti che vengono serviti in prigione (3)

Cucina e mangia il proprio dito perso in un incidente

David Playpenz, dopo aver perso un dito e parte della mano in un incidente motociclistico, si è portato a casa la parte amputata, cucinandola e mangiandosela, tenendo le ossa come souvenir.

I chirurghi, dopo l’incidente, hanno detto a Playpenz che avrebbero dovuto amputargli un dito. L’uomo – di Colchester, Essex (USA) – ha chiesto se poteva portarlo a casa con sé dopo l’intervento, ricevendo il consenso dei medici.
Cucina e mangia il proprio dito David spiega che è sempre stato curioso del cannibalismo e di conoscere il sapore della carne umana ma mangiare la carne di altre persone è illeale, così ha deciso di soddisfare la sua curiosità mangiandosi il proprio dito.
Non è stata solo la curiosità però: “So che sembra pazzesco ma non l’ho fatto solo per curiosità”, ha detto. “Il dito era una grossa parte di me, troppo grande da perdere. Ho deciso di farlo e di tenere le ossa dopo aver mangiato la carne, in modo da non perdere una parte di me“.

Dopo due giorni di recupero, David è andato nella sua cucina a cucinarsi il dito. Per assicurarsi di non danneggiare le ossa ha deciso di bollirlo invece di friggerlo o arrostirlo e non ci ha aggiunto né sale né salse per assaporare il vero sapore della carne.

David, che ha anche pubblicato una foto del dito cucinato nel suo profilo Facebook, assicura che è stata una cosa che non si ripeterà.

Compra casa e trova la vecchia padrona morta all’interno

LisbonaDoveva essere uno dei momenti più belli della sua vita, finalmente una casa nuova, tutta sua e invece quello di un giovane donna si è trasformato in uno dei peggiori incubi.

Credeva di entrare per la prima volta nell’appartamento e respirare finalmente l’aria di casa; mai si sarebbe aspettata di trovare invece una persona morta nella cucina e un odore di putrefatto diffuso in tutto l’appartamento.

L’incredibile notizia arriva da Lisbona, in Portogallo. La signora Augusta Martinho viveva da anni sola con il suo cane nella casa fino a quando nel 2002 scomparve improvvisamente e non fu più ritrovata.

I vicini all’epoca chiamarono gli agenti di polizia che però dichiararono di non essere riusciti a sfondare la porta di ingresso (cosaa?). Tutti si erano convinti che l’anziana 88enne si fosse potuta suicidare da qualche parte o fosse morta per un incidente.

Fino a quando lo scorso anno la casa è stata messa in vendita all’asta e acquistata da una giovane donna di cui non è noto il nome.

Il cadavere giaceva in cucina con a fianco il suo cane morto di stenti. I soccorsi sono giunti immediatamente e hanno identificato il cadavere che si è rivelato essere quello della signora Martinho.

Non è chiaro se l’acquirente della casa abbia rinunciato all’acquisto o meno, ad ogni modo questa storia è inquietante.