Ingegnere si opera da solo all’addome: “Ero stanco di aspettare l’ospedale”

Le interminabili liste d’attesa nel nostro paese sono all’ordine del giorno e non di rado capita di ricevere appuntamenti per una semplice visita anche a distanza di un anno, scatenando nei pazienti un senso di sconforto e rabbia.

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E probabilmente anche Graham Smith, un ingegnere di Lancashire, in Inghilterra, deve aver provato gli stessi sentimenti quando dopo essere stato mandato a casa due volte consecutive nonostante l’appuntamento preso, ha deciso di operarsi con le proprie mani per rimuovere alcuni punti interni lasciatigli anni prima durante un’operazione.

 

Smith si era sottosposto ad un’operazione 15 anni fa e i medici gli avevano lasciato dei punti protrundenti sull’addome. Dopo quasi 10 anni dall’operazione nel 2011, l’uomo si era rivolto ad un ospedale per chiedere la rimozione dei punti ma era stato messo in una lista d’attesa cancellata per due volte.

A questo punto Smith, stufo di aspettare e di rischiare di morire di setticemia, ha fatto prevalere il suo istinto di ingegnere a ha deciso di fare da sè. Avrà pensato: se proprio devo rischiare di morire, almeno lo farò per mano mia.

Che ci crediate o no, Smith è riuscito con successo a rimuovere il sottilissimo filo di nylon di 8 millimetri presente nel suo addome da 15 anni e ora si dichiara un uomo rinato.

“Sono un ingegnere, sono abituato a fare cose che gli altri non sanno fare, ma non sono un chirurgo, quindi il mio consiglio è: non fatelo a casa!” – queste sono state le parole dell’uomo alla BBC e noi non possiamo che dargli retta.

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Ingegnere canadese vuole correre dal Canada all'Argentina a piedi nudi (1)

Ingegnere canadese vuole correre dal Canada all’Argentina a piedi nudi

Joseph Michael Liu Kai-Tsu Roqueni, un giovane ingegnere di Montreal, ha intenzione di raccogliere soldi per beneficenza correndo per 19.000 chilometri – dal Canada all’Argentina – in 18 mesi… scalzo.

Ingegnere canadese vuole correre dal Canada all'Argentina a piedi nudi (1)

Joseph, che si descrive “Chexican” in quanto ha origini cinesi, messicane e canadesi, si è preparato per un intero anno prima di partire finalmente lo scorso 2 luglio. Partendo dalla sua casa a Montreal, percorrerà 14 Paesi fino all’Ushuaia, esattamente a Tierra del Fuego, conosciuta come la città più a sud del mondo. Il suo programma è di correre per circa 25 chilometri due volte al giorno.

Ingegnere canadese vuole correre dal Canada all'Argentina a piedi nudi (2) Per prepararsi a questa impresa si è allenato correndo su tutte le superfici che incontrerà durante il suo viaggio, in cui cercherà il più possibile di evitare le strade asfaltate, le più dannose per i piedi umani.

L’ingegnere 32enne non è di certo il primo a percorrere una distanza così lunga correndo a piedi ma è il primo a farlo senza scarpe e senza una squadra di soccorso. Le uniche cose che porta con sé sono un kit di emergenza per il primo soccorso, un tasto di emergenza che chiama un elicottero di salvataggio e quattro paia di sandali che si è prefissato di indossare solamente quando i suoi piedi diventano troppo sensibili.

Joseph ha dichiarato che, anche se dovesse succedere qualcosa di terribile, tornerebbe a casa in Canada per essere curato e rimesso in sesto ma ripartirebbe subito dopo aver ripreso le forze. “Non mi arrendo facilmente”, ha detto.

Robots Bar & Lounge, fatevi servire un drink dal robot Carl (1)

Robots Bar & Lounge, fatevi servire un drink dal robot Carl

Talvolta i nomi dei bar lasciano ingannare; non è però il caso del Robots Bar & Lounge, un locale in Germania che non solo ha un arredamento a base tecnologica ma ha anche un barista robot che serve drink e fa due chiacchiere con i clienti.

Robots Bar & Lounge, fatevi servire un drink dal robot Carl (1)

Il Robots Bar & Lounge (Ilmenau, Germania) ha aperto solamente il mese scorso ma è già diventato famoso grazie a Carl, un robot umanoide costruito dall’ingegnere meccatronico Ben Schaefer.

Schaefer ha ammesso che, nonostante siano stati fatti molti progressi nel campo dell’intelligenza artificiale robotica, questa è ancora in una fase prematura. L’ingegnere sostiene che piazzare un robot in un ambiente dove può interagire con gli esseri umani è molto più costruttivo che tenerlo in un laboratorio, in quanto è più semplice testare la sua programmazione e apportare miglioramenti.
Il suo obiettivo, infatti, è avvicinare i robot agli esseri umani, provando che i film di fantascienza non sono poi così “fantastici”.

Robots Bar & Lounge, fatevi servire un drink dal robot Carl (2) Robots Bar & Lounge, fatevi servire un drink dal robot Carl (3)

Carl ha ovviamente delle capacità limitate ma, come ogni buon barista, è un ottimo ascoltatore. Per non farlo andare a sbattere contro le cose, inoltre, Scahefer l’ha dotato di una cintura a sensori.