Mucca sale sul tetto

Un’impavida mucca si avventura sui tetti svizzeri

In Svizzera le mucche devono essere piuttosto annoiate se si ritrovano a doversi avventurare sui tetti delle case!

Mucca sale sul tetto

Vicino a Berna, capitale svizzera, è stata avvistata una mucca camminare sul tetto di una cascina; il ciclista Rolf Steiner, autore della foto riportata, è rimasto a dir poco basito di fronte alla scena e alla naturalezza dell’animale, che saliva e scendeva dal tetto senza il minimo problema.

“E’ una delle mie bestie più testarde, vuole sempre fare le cose a modo suo e non mi ascolta mai” ha spiegato Dieter Mueller, proprietario della fattoria e della mucca. “Se avesse voluto, sarebbe potuta rimanere lassù in eterno, nonostante i miei tentativi di convincerla a scendere”.

Il fattore esasperato deve ora affrontare le spese per la sostituzione di tutte le tegole rotte dall’animale, che probabilmente continuerà a salire sui tetti solo per fargli un torto.

Borse fatte di trippa

Studentessa inventa borsette fatte di trippa

Una studentessa scozzese di design ha inventato delle borsette fatte di trippa, ovvero lo stomaco della mucca.

Borse fatte di trippa Jocelyn Mather, la studentessa 23enne, ha detto: “Il mio professore continuava a dire che starebbero bene a Lady Gaga”.
La sua collezione di borse cucite a mano varia dalle piccole clutch alle borse con manici, usando la trippa come rivestimento o come copertura.

Anche i fissaggi sono stati fatti usando parti della mucca come ad esempio le corna, per le quali ha subito una perquisizione da parte dei funzionari della fauna selvatica.
“Il mio agente immobiliare ha fatto un controllo del mio appartamento e si è imbattuto in un paio di corna”, ha detto la studentessa.
“Ha pensato che fossero zanne d’avorio e ha chiamato la Polizia. Ero terrificata ma gli agenti si sono messi a ridere quando hanno visto le corna”.

Quattro delle sue borse sono state esposte alla mostra della Edinburgh Napier University.

Agricoltore inglese crea la vodka con il latte di mucca (2)

Agricoltore inglese crea la vodka con il latte di mucca

Jason Barber, un agricoltore inglese, ha passato gli ultimi tre anni cercando di creare la vodka dal latte delle sue mucche.

Agricoltore inglese crea la vodka con il latte di mucca (2) Missione compiuta a quanto pare, visto che la sua Black Cow è ora famosa anche tra le star di Hollywood come e Daniel Craig.

Fatta con latte fresco intero, la vodka Black Cow è apparentemente un’eccezionale bevanda con una consistenza cremosa.

Il 47enne, la cui famiglia si occupa di agricoltura e allevamento da sei generazioni, ha avuto l’idea dopo aver visto un documentario su una piccola repubblica siberiana dove le persone fanno la vodka con il latte di bue tibetano.

Intrigato dall’idea, Barber ha deciso di provare a fare la stessa cosa con il latte delle sue 250 mucche.
Ci sono voluti tre lunghi anni per perfezionare il processo ma il risultato ha ricompensato tutti i suoi sforzi; anche gli esperti di cibi e bevande hanno detto che è riuscito perfettamente nel suo intento.

Agricoltore inglese crea la vodka con il latte di mucca (1) Barber ha cominciato separando il latte in cagliata e siero, utilizzando il primo ingrediente per fare il formaggio, mentre il secondo l’ha lasciato fermentare nella birra con un lievito particolare per trasformare lo zucchero in alcol. Dopo averlo distillato e miscelato in modo speciale, il risultato è stato filtrato tre volte e imbottigliato a mano.

Non è la prima volta che Barber inventa una bevanda: da giovane è stato espulso dalla scuola per aver prodotto della birra con del succo d’arancia fermentato e riposto nelle cantine scolastiche inutilizzate.

Ha inoltre sempre avuto un particolare interesse per la vodka, che è l’unica bevanda alcolica che non gli fa avere postumi della sbornia il giorno dopo.

La Black Cow ha ricevuto moltissime recensioni positive da quando è stata messa in commercio e da un po’ di tempo è possibile trovarla in alcuni menù di ristoranti chic inglesi.
Il costo di una bottiglia da 70cl è di £27.85 (poco più di €30), £22.85 (circa €25) invece per quella da 50cl.

Studentesse inventano deodorante per ambienti fatto con letame

Due studentesse indonesiane hanno inventato un deodorante per ambienti fatto con letame di mucca.

Deodorante per ambienti fatto con letame

Dwi Nailul Izzah e Rintya Aprianti Miki, studentesse di una scuola superiore, hanno vinto il primo premio dell’Indonesian Science Project Olympiad con il loro ecologico ed alternativo deodorante per ambienti.

Il deodorante ha una naturale fragranza di erbe e fa bene alla salute dell’uomo in quanto non contiene sostanze chimiche nocive che sono normalmente contenute negli altri prodotti simili presenti attualmente nel mercato.

Le ragazze hanno raccolto sterco di mucca da un allevamento di bovini e lo hanno lasciato fermentare per tre giorni. Dopo aver estratto l’acqua prodotta dallo sterco l’hanno mischiata con acqua di cocco e, successivamente, hanno distillato il liquido per rimuovere eventuali impurità; il risultato è un deodorante per ambienti aromatizzato alle erbe, quelle che hanno digerito le mucche.

Le ragazze vincitrici del progetto andranno a rappresentare l’Indonesia presso l’International Environment Project Olympiad, ad Instanbul.

Bimbo cambogiano allattato da un mucca

La mamma si è allontanata per cercare lavoro in seguito ad una tempesta che le ha distrutto la cosa e così il piccolo Sophat, 18 mesi, ha iniziato a ciucciare una nuova tetta, quella di una mucca.

Il nonno del piccolo afferma che questa strana abitudine del bimbo è nata a luglio, quando i suoi genitori hanno lasciato la Cambogia per trasferirsi in Thailandia.

Bimbo allatato da mucca (1)Bimbo allatato da mucca (2)Bimbo allatato da mucca (3)

“Dopo la partenza della mamma e la conseguente brusca interruzione dell’allattamento, il bambino si era ammalato” – dice il nonno Um Oeung, 46enne.

Ma poi, dopo aver visto un vitellino succhiare il latte dalla propria mamma, ha deciso di fare lo stesso e ha iniziato a bere il latte direttamente dalla mammella della mucca.

“Ho provato a staccarlo, ma ha pianto, così l’ho lasciato continuare.”

I vicini e gli assistenti sociali della zona, non sembrano essere molto contenti del modo in cui il bambino viene cresciuto e addossano la colpa al nonno che gli permette di nutrirsi da un animale.

Proprio per questo è stato raggiunto un compromesso tra la famiglia e gli ufficiali per il quale il bambino potrà continuare ad essere allattato dalla mucca, ma solo una volta al giorno.

“Il bimbo è in ottima salute, è forte e non ha la dissenteria” – conclude il nonno.

Borsa di mucca

Ristorante realizza borse con la pelle dei bovini mangiati dai clienti

Dimentica di spendere migliaia di dollari e inserire il tuo nome in interminabili liste d’attesa – per ottenere la borsa più “in” di New York, prima sei incoraggiato a mangiare la mucca da cui proviene.

Vendute esclusivamente al ristorante di Williamsburg Marlow & Sons, le borse Breton
sono fatte di cuoio e hanno un prezzo che va dai $300 ai $400.

Ma comprarne una è molto semplice. “Noi semplifichiamo molto la cosa, e per i nostri clienti al ristorante che hanno mangiato quegli animali,” dice la designer di Breton Kate Huling, 32 anni.

Borsa di muccaBorsa di mucca

Nell’ultima moda “dalla fattoria alla tavola all’armadio”, la pelletteria è realizzata conciando le pelli provenienti dalla stessa zona in cui è allevato il bestiame, mucche e maiali nutriti con erba e serviti nel ristorante Marlow & Sons, negozio di alimentari e di beni non alimentari, e nei ristoranti partner Diner in Williamsburg e da Roman, in Fort Greene.
“[Guarda] quanto velocemente puoi mangiare un hamburger, e per te è semplicemente stato fatto un sacrificio animale.

Considerando che la borsa, che è qualcosa di duraturo per generazioni e generazioni,” afferma Huling, il cui marito, Andrew Tarlow, gestisce i tre ristoranti e una macelleria col socio Mark Firth.

“Siamo interessati in gente che abbia un’altra opportunità di onorare veramente l’animale.”

Ricevono da 10 a 20 borse ogni 2 settimane, ma “Non è questo che ci sta motivando, semplicemente vendere,” aggiunge Huling. “Siamo realmente interessati che la gente che viene e mangia qui, sia parte dell’intera procedura.”