Confiscata la spada giocattolo di un bimbo all'aeroporto

Confiscata la spada giocattolo di un bimbo all’aeroporto

Mentre un bimbo e la sua famiglia andavano a trovare i parenti a Dublino, la sicurezza dell’aeroporto li ha fermati per confiscare una spada giocattolo che aveva con sé il bimbo.

Confiscata la spada giocattolo di un bimbo all'aeroporto

Alfie Waine, il bambino di 5 anni, ha dovuto lasciare la sua spada giocattolo delle Tartarughe Ninja al personale dell’aeroporto in quanto somigliava ad una vera arma.

“È ridicolo”, ha detto Emma Hardy, la mamma di Alfie. “Un bambino con una spada di plastica non potrebbe recare alcun danno. Si è turbato particolarmente quando ci hanno detto che l’avrebbero buttata via“.

Un portavoce dell’aeroporto ha dichiarato che tutto quello che somiglia ad un’arma e ogni sua riproduzione dev’essere confiscato.

Si avvolge in un sacchetto di plastica per proteggere la propria purezza religiosa

Si avvolge in un sacchetto di plastica per proteggere la propria purezza religiosa

Nel famoso sito Reddit è stata caricata una bizzarra foto in cui si vede un uomo ebreo ultra ortodosso avvolto in un sacchetto di plastica a bordo di un aereo.

Si avvolge in un sacchetto di plastica per proteggere la propria purezza religiosa I passeggeri del volo inizialmente pensavano che l’uomo, vestito completamente di nero con tanto di kippah, avesse indossato il sacchetto trasparente per tenersi a distanza dalle donne, in quanto alcuni ebrei ultra ortodossi sono costretti a seguire regole di segregazione pubblica molto rigide; successivamente si è capito che l’uomo appartiene ad una setta dell’ebraismo (Kohen) i cui membri credono di discendere direttamente dai sacerdoti dell’antico Israele e non possono in alcun modo venire a contatto con la morte per proteggere la loro purezza (kedushah) superiore alla media.
Questo codice religioso proibisce di visitare i cimiteri, fatta eccezione per i funerali di parenti stretti, e persino di sorvolarli.
Il leader di una comunità di Israele, Rabbi Yosef Shalom Eliashiv, ha trovato una soluzione al problema: avvolgersi in spessi sacchetti di plastica mentre l’aereo sorvola un cimitero.

La compagnia aerea El Al, visto il continuo aumento di persone che viaggiano avvolti in sacchetti di plastica, ha introdotto una norma in cui vieta ai passeggeri, per motivi di sicurezza, di salire a bordo dentro a sacchetti di plastica. Per andare loro incontro hanno fatto di tutto per modificare il percorso dei voli evitando i cimiteri e fanno sapere in anticipo ai passeggeri se durante il volo ci sarà un cadavere in stiva.

Vivere senza plastica (1)

Famiglia austriaca decide di vivere una vita senza plastica

Riuscireste mai ad immaginare la vostra vita senza plastica? Significherebbe vivere senza computer, senza telefoni cellulari, senza auto, e una quantità veramente impressionante di altri oggetti che quotidianamente utilizziamo senza neanche domandarci di cosa siano fatti.

A pensarci bene sembra quasi un’impresa impossibile, se non fosse che una famiglia austriaca è riuscita nell’impresa liberandosi per sempre di tutti gli oggetti di plastica presenti nella loro casa.

Sandra Krautwaschl proveniente da Graz, ha recentemente scritto anche un libro intitolato “PlasticFree Zon”, dove racconta come lei e la sua famiglia abbiano iniziato una nuova vita senza plastica.

Tutto è iniziato nell’estate del 2009 quando durante una vacanza in Croazia Sandra rimase sorpresa da quanto spesso i suoi tre bambini le chiedessero da dove venissero tutti i rifiuti presenti sulla spiaggia. Da allora Sandra iniziò a pensare seriamente a quanto la plastica sia parte integrata e spesso distruttiva del nostro pianeta.

Nonostante la raccolta differenziata e il riciclo funzionino bene in Austria, non possiamo dire la stessa cosa per tutti gli altri paesi del mondo, infatti solo una piccola parte dei paesi occidentali riesce effettivamente a riutilizzare i materiali di scarto.

Vivere senza plastica (2)Vivere senza plastica (3)Vivere senza plastica (4)

L’impegno di Sandra è quello di non contribuire più alla creazione di nuova plastica. Certamente il passaggio da una vita normale ad una nuova senza plastica non è stato semplice, ma quello che inizialmente doveva essere un mese di prova si è trasformato in un’abitudine di tutti i giorni.

Il cambiamento non riguarda solo gli oggetti, ma anche i contenitori del latte, della carne, gli spazzolini.

L’impresa più difficile è stata quella di trovare un sostituto efficiente della carta igienica comune (contenente plastica), inizialmente l’idea fu quella di utilizzare vecchi giornali, poi, vista l’inefficacia, si passò alle foglie degli alberi, per finire con gli asciugamani usa e getta di ristoranti e hotel.

Un mondo completamente nuovo e sicuramente più ecologico a quanto pare non è impossibile

10 operazioni per assomigliare a un personaggio manga

Si sottopone a 10 operazioni chirurgiche per somigliare ad un personaggio manga

Ormai viviamo in un mondo in cui la chirurgia plastica e i ritocchi sono diventati la norma e non più l’eccezione. Ma chi non si meraviglierebbe nell’incontrare una giovane donna Singaporiana del tutto uguale alle ragazze che si vedono sui manga?

10 operazioni per assomigliare a un personaggio manga

Stiamo parlando di Jacqueline Koh, una donna di 29 anni che negli ultimi 2 anni ha subito 10 operazioni di chirurgia plastica per assomigliare sempre più ad un fumetto giapponese.

Per raggiungere l’obiettivo sono stati necessari 136mila dollari e svariate ore in sala operatoria per ricostruire e modificare naso, bocca, zigomi, mento, seno e occhi.

Tutto è cominciato con un trattamento di Vaser Lipo, una particolare operazione simile alla liposuzione. In quel caso, l’esperienza fu traumatica, il medico face un lavoro poco professionale e Koh, finì per ingrassare invece di dimagrire. Nonostante questo la donna non si è fatta scoraggiare ed è tornata più convinta che mai da un altro chirurgo, sottoponendosi ad un processo di rinvigorimento della pelle e del viso.

A seguire le altre operazioni che hanno interessato gran parte del suo corpo, la più complessa delle quali, probabilmente è stata quella per ridefinire la forma del viso.

La ragazza, oltre all’aspetto da perenne cosplay, dichiara di averlo fatto anche per potersi sentire più bella (voi dite che ha raggiunto l’obiettivo) e nega di aver in programma altre operazioni per il momento.

10 operazione per assomigliare a un personaggio manga

Per quanto riguarda la reazione delle altre persone, Koh, ci svela che moltissime donne le hanno sul suo blog personale per chiedere consigli e informazioni riguardanti il suo chirurgo personale.

Quasi nessuno secondo lei avrebbe avuto da ridire sul suo nuovo aspetto.

superman

Ragazzo Filippino si sottopone a chirurgia plastica per somigliare a superman

supermanUn ragazzo Filippino ossessionato da Superman ha deciso di sottoporsi a degli interventi di chirurgia plastica facciale per poter assomigliare il più possibile al suo eroe.

Herbert Chavez, 35 anni, si è fatto rifare naso, labbra e colore della pelle, oltre che un mento e degli zigomi nuovi anche se alcune voci maligne affermano che gli interventi siano più numerosi.

La sua idea di assomigliare al supereroe è arrivata nel 1995 quando Herbert stava guardando in Televisione il superman interpretato da Dean Cain. Da allora il ragazzo non è riuscito a darsi pace e negli anni si è trasformato ogni giorno di più fino a diventare effettivamente un vero superman.

Sarebbe curioso scoprire se qualcuno nel mondo si sia mai sottoposto ad operazioni per poter assomigliare a Lex Lutor, quella sì che sarebbe una notizia assurda.

Superman FilippinoSuperman Filippino

Cindy Jackson - La donna più rifatta del mondo

Cindy Jackson – La donna più rifatta del mondo

Si chiama Cindy jackson, ha 55 anni anni e detiene il record del mondo per essersi fatta il maggior numero di ritocchi al viso e al corpo, ben 55 per un totale di 100mila dollari.

Diversamente da quanto si potrebbe pensare però, non ha il volto deturpato e visibilmente di gomma, semplicemente si limita a mantenere il suo aspetto il più giovane possibile!

Cindy Jackson - La donna più rifatta del mondo

Nel 2004 durante un’intervista con la CBS Cindy ha ammesso di non aver mai messo da parte l’ossessione di apparire senza età, proprio come la Barbie.

“Quando avevo solo 6 anni ha visto una bambola di Barbie e mi sono detta: ‘Da grande voglio essere come lei”.

Probabilmente questa cosa l’avranno pensata moltissime di voi, ma Cindy con il passare degli anni non ha mai perso questa sua convinzione e con la morte del padre finalmente è riuscita a realizzare il suo sogno.

Con la sostanziosa eredità lasciata dal padre, Cindy a 33 anni ha iniziato a farsi qualche ritocco per combattere i segni dell’età.

Cindy Jackson - La donna più rifatta del mondoCindy Jackson - La donna più rifatta del mondoCindy Jackson - La donna più rifatta del mondo

“Venivo da una zona rurale dell’Ohio e non avevo un bellissimo aspetto. Mia sorella invece era molto più bella di me, e aveva molto più successo con i ragazzi” – confessa oggi Cindy.

Per cominciare la donna si è fatta rifare le sopracciglia per poi passare alla liposuzione delle ginocchia e alle iniezioni di collagene.

Oggi dopo più di 20 anni di ritocchi, Cindy ammette di esserci andata giù pesante. Per essere più precisi in questi anni si è rifatta: più volte il naso, il seno, gli zigomi, decine di liposuzioni, e alcune microdermoabrasioni, ma lei non sembra preoccupata e anzi è fiera di essere stata motivo di studio da parte di molti medici chirurghi.

Oltre a possedere il Guinness World Record, la signora Jackson ha anche scritto due libri e pubblicato una linea di cosmetici e trattamenti di bellezza.

Spiral Island II

Spiral Island II – Rishi Sowa e la sua seconda isola galleggiante

Probabilmente non ricordate la prima creazione di quest’uomo, fortunatamente però, un vecchio articolo può venirvi incontro.

Spiral Island II

Ebbene si, anche se sembra strano, il signor Richard Sowa ha appena ultimamato la sua seconda isola galleggiante, completamente costruita utilizzando 100mila bottiglie di plastica come galleggianti.

L’uomo costruì la sua prima isola galleggiante nel 1998 e per anni quella fu la sua casa, anzi la sua isola. Nel 2005 poi il violentissimo uragano Emily, devastò gran parte della zona in prossimità di Puerto Aventura, compresa la prima Spiral Island, per questo Rishi fu costretto a costruire una nuova isola galleggiante, questa volta in una zona più sicura.

La Spiral Island II, come già detto, è costruita utilizzando 100mila bottiglie raccolte grazie all’aiuto di alcuni volontari ed è dotata, oltre che di una casa, di due spiagge artificiali, 2 stagni e una cascata alimentata da un pannello solare.

Rishi assicura che la sua nuova isola è e sarà sempre un progetto ecologico in continuo progresso. Per questo anche se la nuova isola è molto più piccola della precedente (solo 20 metri di diametro) c’è sicuramente da aspettarsi che con il tempo possa diventare sempre più grande, forse anche più della precedente.

La Spiral Island è uno dei più incredibili progetti “Fai da te” mai realizzati e proprio per l’impatto che ha avuto questa idea nel mondo, molte persone, provenienti da tutto il messico, sono arrivate per aiutare Sowa a realizzare la sua Isola al meglio.

Spiral Island IISpiral Island IISpiral Island IISpiral Island IISpiral Island II

Ma c’è chi già si preoccupa e critica il lavoro di Rishi; secondo alcuni nel caso in cui un nuovo uragano spazzasse via anche la seconda isola galeggiante, i materiali che la costituiscono, in prevalenza bottiglie di plastica si disperderebbero tra le acque dell’oceano atlantico, inquinandolo.