Studenti di 9 anni progettano di uccidere l'insegnante

Studenti di 9 anni progettano di uccidere l’insegnante

Alcuni alunni di nove anni hanno progettato di uccidere la loro insegnante dopo che quest’ultima li ha rimproverati.

Studenti di 9 anni progettano di uccidere l'insegnante

È successo nello Stato di New York, alla Elba Elementary School; i ragazzini si sono organizzati per spalmare igienizzante per le mani per tutta l’aula in quanto credevano che la donna ne fosse allergica. La polizia locale ha investigato sul caso ma hanno deciso di chiuderlo quando hanno scoperto che il piano non è mai stato messo in atto.

Alla scuola è stata data la possibilità di portare il caso in tribunale ma hanno deciso di occuparsene internamente.

Studenti in gonna protestano contro il sessismo

Francia, studenti maschi mettono la gonna per protestare contro il sessismo

In alcune scuole francesi le autorità hanno invitato gli studenti maschi a indossare gonne al posto dei pantaloni in classe per protestare contro il sessismo.

Studenti in gonna protestano contro il sessismo

La città di Nantes ha lanciato una campagna chiamata Ce que soulève la jupe (ovvero “solleva la gonna”); nelle 27 scuole della città francese oggi gli studenti ma anche gli insegnanti maschi hanno avuto l’opportunità di sostituire i soliti pantaloni con delle gonne. L’idea è nata dagli alunni stessi ed è stata sanzionata dalle autorità scolastiche della città e successivamente dal Ministero della Pubblica Istruzione.

Gli alunni che non vogliono indossare la gonna potranno comunque prendere parte all’iniziativa indossando un adesivo con scritto “Io combatto contro il sessismo, e tu?”.

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Niente esami in cambio di retweet (8)

Accordi tra studenti e prof: niente esami in cambio di 1.500 retweet

Negli Stati Uniti d’America sta prendendo piede una pratica un po’ inconsueta; convincere gli insegnanti ad annullare i compiti in classe di fine anno scolastico se gli studenti raggiungono un certo numero di retweet.

Niente esami in cambio di retweet (8)

È cominciato tutto da un’idea di Andrew Muennink, uno studente della Round Rock High School del Texas. Andrew è piuttosto popolare sul social network Twitter, con circa 2300 followers. “Io faccio del mio meglio ma il compito finale sarà difficilissimo, quindi ho pensato, ‘Ho un sacco di followers su Twitter’“, ha detto Andrew parlando del compito di Arte, pensando di sfruttare la cosa come poteva. Ha quindi fatto due chiacchiere con la sua insegnante di Arte lo scorso 7 maggio e sono giunti a un accordo: se fosse riuscito a raggiungere 1.500 retweet entro la mezzanotte del 23 maggio, l’insegnante avrebbe annullato il compito di fine anno. Il suo tweet si è diffuso molto velocemente e ha raggiunto l’obiettivo molto prima della data prevista.

Niente esami in cambio di retweet (6) Quando si è venuto a sapere, altri studenti provenienti da svariate città degli Stati Uniti hanno copiato l’idea di Andrew, pregando gli insegnanti di cancellare i compiti in classe in cambio di un tot di retweet. Su Twitter ci sono dozzine di foto raffiguranti studenti e insegnanti che si stringono la mano con il numero di retweet necessari a far cancellare l’esame scritto sulla lavagna.

Il numero di retweet non è mai uguale; alcuni hanno alzato l’obiettivo addirittura a un milione. Alcuni insegnanti sono stati più creativi degli studenti: “1.000 retweet per poter avere il computer all’esame o 5.000 per cancellarlo“. Hanno anche offerto la possibilità di fare il compito a gruppi, di annullare le interrogazioni e di dare punti bonus in cambio di retweet.

La cosa si è diffusa così tanto che è arrivata perfino nei college; Matthew Francis, uno studente di Pubbliche Relazioni, potrà saltare l’esame se riuscirà ad avere 20.000 retweet. In questo caso però la cosa ha anche un senso; Matthew ha spiegato che è un modo per dimostrare l’impatto del marketing attraverso i social media.

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Negli altri casi invece sembra più uno scherzo. Gli studenti della Round Rock High School e di altre scuole dovranno comunque sostenere il compito in classe finale anche se si erano accordati diversamente con gli insegnanti. “La legge dice che l’insegnante deve dare un voto alla competenza dello studente”, ha detto la portavoce della scuola JoyLynn Occhiuzzi, aggiungendo che l’insegnante di Arte di Andrew, parlando con il preside, ha confermato che entrambi sapevano dall’inizio che era uno scherzo. Andrew però parlava seriamente e secondo lui anche l’insegnante. “Un accordo è un accordo e dovresti portarlo a termine“, ha detto il 18enne. “Io ero serio. Non voglio fare il compito finale. Non sono molto artistico e i suoi voti sono bassi. Non ha detto chiaramente che era uno scherzo. Ci siamo stretti le mani. Ha riso per tutto il tempo”.

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Sembra quindi che Andrew e i suoi compagni debbano comunque sostenere il compito; non è invece chiaro se anche tutti gli altri accordi siano stati solamente degli scherzi. Se fosse così è sicuro che ci saranno un bel po’ di adolescenti arrabbiati.

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Scuola tortura gli alunni con una canzone di Justin Bieber (2)

Scuola tortura gli alunni con una canzone di Justin Bieber

Una scuola superiore americana ha fatto ascoltare a ripetizione attraverso gli altoparlanti una famosa canzone di Justin Bieber come forma di tortura.

Scuola tortura gli alunni con una canzone di Justin Bieber (2)

Scuola tortura gli alunni con una canzone di Justin Bieber (1)La canzone che hanno scelto, Baby, sta venendo trasmessa dagli altoparlanti della Tenino High School (Washington, Stati Uniti) da una settimana. L’idea è stata degli organizzatori di una raccolta di beneficenza di libri e cibi in scatola per gli orfani in Ghana, che vorrebbero raggiungere anche una quota di $500.

Gli studenti non sembrano aver capito l’importanza del gesto che la scuola vuole fare, così hanno deciso di trasmettere la canzone della popstar canadese a ripetizione finché l’obiettivo non verrà raggiunto.

Sembra che non siano ancora stati raccolti tutti i $500 e che gli alunni stiano per impazzire. Una ragazza ha detto: “Mi piace Justin Bieber ma questa canzone non la sopporto più”. Un altro ragazzo ha detto: “Alcuni di noi diventeranno sordi. Sono sicuro di aver preso almeno cinque ibuprofene oggi“.

Studenti universitari girano un video porno al posto di un video promozionale

Studenti universitari girano un video porno al posto di un video promozionale

Lo staff di un’università ceca ha pensato di fare un video che raccoglie i migliori aspetti della vita accademica commissionandolo agli studenti, che hanno deciso di fare una specie di filmino porno.

Studenti universitari girano un video porno al posto di un video promozionale L’Università della Slesia è una delle università più recenti della Repubblica Ceca, fondata nel 1989 a Opava, e per invogliare i giovani a iscriversi ha chiesto ai suoi studenti – un po’ anche per risparmiare – di fare un video focalizzandosi sulle cose migliori della vita di uno studente. I ragazzi che avevano il compito di farlo però hanno deciso che la cosa migliore è il sesso e non la stimolazione intellettuale che offre l’università.

Così hanno filmato un video in cui uno studente cammina in un parco verso l’università; quando entra nell’edificio una studentessa comincia a guardarlo amorosamente mentre si dirige verso un’aula. All’improvviso entra in un bagno e finché usa l’orinatorio sente ansimare. Il video si interrompe all’interno del box in cui due studenti stanno facendo sesso e alla fine compare una didascalia: “Università della Slesia – la riproduzione dell’educazione”.

Il video non ha impressionato i professori – o almeno così vogliono far credere – che hanno deciso di abbandonare il progetto. “Abbiamo deciso che forse non volevamo un video promozionale dopotutto. A quanto pare non è stata compresa l’importanza che volevamo dare ai contenuti”, ha detto il portavoce Ivan Augustin.