L'uomo che vive in una tomba

L’uomo che vive in una tomba

Un senzatetto serbo, dopo aver perso la sua casa, non sapendo dove stare si è trasferito in una tomba di famiglia.

L'uomo che vive in una tomba Bratislav Stojanovic, 43 anni, condivide la tomba con i resti di una famiglia che è morta più di 100 anni fa, a Nis.

Dopo averla addobbata con qualche effetto personale sembra quasi una vera casa. “È asciutto e si sta al caldo. Ho delle lampade e alcune cose personali. Non è un palazzo ma è di sicuro più confortevole delle strade”, ha spiegato l’uomo.

Bratislav ha perso la sua casa dopo aver estinto i suoi debiti. Si è trasferito nella tomba dopo aver dormito per strada per mesi.
“Le persone sono molto gentili con me, a volte mi portano del cibo o dei vestiti.
Non mi spaventa dormire in una tomba. I morti sono morti. Mi spaventa di più la fame. Inoltre, se morissi nel sonno, almeno sarei nel posto giusto!”, ha aggiunto, scherzando.

I funzionari del cimitero dicono che l’occupatore abusivo può rimanere tutto il tempo che vorrà a patto che non disturbi gli altri visitatori.
“La famiglia a cui apparteneva la tomba non c’è più da tempo ormai, quindi tecnicamente non appartiene più a nessuno. Se si comporta bene non c’è alcun motivo per sfrattarlo”, ha detto un portavoce.

La tomba di Gesù Cristo a Shingo (1)

Documenti Nipponici affermano che Gesù Cristo morì in Giappone all’età di 106 anni

Da decenni circolano leggende e storie su quella che sia stata la reale vita di Gesù Cristo, su quelle che fossero le sue vere origini e su quanto la storia venne cambiata dopo la sua esistenza. In Giappone però c’è qualcuno che ha fatto di più, rivendicando con forza i propri studi e i conseguenti risultati.

Secondo alcuni antichi documenti Giapponesi, la vita di Cristo non finì in croce a Gerusalemme, ma in Giappone, dove tuttora è stata a lui dedicata una umile tomba.

La tomba di Gesù Cristo a Shingo

La tomba di Gesù Cristo a Shingo (2)La tomba di Gesù Cristo a Shingo (3)Le scritture orientali raccontano che Cristo visitò per la prima volta il Giappone tra i 21 e i 33 anni, questo viaggio spiegherebbe i lunghi periodi della sua vita completamente ignorati dal Vangelo.

In questo periodo si presume che l’uomo abbia studiato la cultura e la lingua locale, prima di tornare a Gerusalemme.

Una volta tornato al suo paese natale, Cristo non sarebbe morto in croce, al suo posto infatti sarebbe stato crocefisso il fratello minore Isukiri, ma si sarebbe trasferito in Siberia, proseguendo pochi anni più tardi verso l’Alaska, fino ad arrivare a Hachinohe, 40 km circa da Shingo.

Si narra che abbia vissuto lì gli ultimi anni della sua vita, in un villaggio dove trovò moglie, ebbe 3 figli e morì all’età presunta di 106 anni.

I documenti che riportano l’intera storia sono chiamati “Takenouchi Documents” e gli esperti affermano che la loro età risale ad almeno 1500 anni fa, tramandato di generazione in generazione dalle famiglie del villaggio di Takenouchi.

Coloro i quali si recassero nel villaggio di Shingo, potranno ammirare la “Vera tomba di Gesù Cristo”, così come riporta la targa al suo ingresso.

Il piccolo monumento funerario comprende 2 tombe, in quella a sinistra sarebbe contenuto l’orecchio di Isukiri con una ciocca di capelli di maria Vergine, mentre sulla destra sarebbero conservati i resti di Cristo sepolto.

Tale teoria è stata descritta da molti come una bufala inventata dai locali per attirare un po’ di turismo al loro villaggio. Non è un caso infatti che nel villaggio la fede di tutti gli abitanti sia quella Buddhista. Qualcuno però non manca di sottolineare come alcune prove non confutabili siano state ritrovate nel villaggio di Shingo.

Si tratta di alcune tradizioni non comuni al resto del paese, come ad esempio l’abitudine di ‘battezzare’ i neonati con una croce in testa o l’uso di alcune parole bizzarre per la lingua Giapponese e ancora l’aspetto poco orientale di alcuni abitanti.

Nonostante questo l’unico abitante Cristiano del villaggio, il signor Toshiko Sato afferma di non credere a tale leggenda e afferma di non essersi mai recato all’annuale festival in visita alla tomba del Cristo.

FUCK YOU (2)

Quando l’ex moglie e l’amante diventano amiche e ricordano insieme il defunto uomo

FUCK YOU (2)FUCK YOU (4)Il signor John Laird McCaffery (15 ottobre 1940 – 14 agosto 1995) è seppellito al cimitero Notre Dame des Neiges di Montreal.

Sulla sua lapide è inciso un affettuoso epitaffio che recita più o meno: “John, libera il tuo corpo e la tua anima, apri le tue potenti ali, scala le più alte montagne e scalcia libero in aria. Adesso puoi vivere per sempre o ritornare su questa terra, come preferisci! Ci manchi.”

Commovente, vero? E soprattutto conforme alle rigorose regole del Notre Dame des Neiges riguardo ciò che può essere scritto su una pietra tombale.

L’artigiano che l’ha realizzata su commissione però, a lavoro terminato, dopo aver fatto un passo indietro per controllarla si è accorto di una curiosissima “coincidenza” che tutto sembra fuorché un caso!

FUCK YOU

“John

Free Your body and soul
Unfold your powerful wings
Climb up The Highest Mountains
Kick your feet up in the air
You May Now Live forever
Or Return To This Earth
Unless You Feel Good Where you Are

Missed By Your Friends”

Come potete vedere dall’immagine infatti, le prime lettere di ogni riga lette partendo dall’alto, formano un invito neanche troppo celata ad andare a quel paese.

Sconvolto e divertito, l’uomo, ha raccontato al cronista del Montreal Mirror che l’ha intervistato di aver ricevuto l’ordine dall’ex moglie e dall’amante di John, le quali di comune accordo avevano studiato l’epitaffio dicendo che rappresentava perfettamente il caro congiunto.

L’artigiano ha anche aggiunto che fino a quel momento la frase più strana che gli fosse capitato di incidere era stata: “Preferirei giacere a Boston, ma mia moglie mi ha seppellito qui”.

 

Donna muore affianco alla propria lapide

Una donna Olandese, che aveva meticolosamente pianificato il proprio funerale dopo la morte del marito l’anno scorso, è morta proprio affianco alla propria tomba ad Amsterdam dove voleva essere sepolta. La sessantacinquenne probabilmente è morta in seguito ad un attacco cardiaco mentra visitava la tomba di famiglia dove il suo nome era già stato scritto senza data ovviamente.

La donna portava con se una borsa contenente le sue volontà per quando sarebbe morta e aveva già organizzato tutti i dettagli per il suo funerale inclusa la musica che voleva che fosse suonata.