Allarme bomba in tribunale ma la "bomba" è in realtà un vibratore

Allarme bomba in tribunale ma la “bomba” è in realtà un vibratore

I tribunali sono spesso bersaglio di attentati ed è per questo che si guardano con diffidenza gli oggetti incustoditi, in particolare quelli che vibrano.

Allarme bomba in tribunale ma la "bomba" è in realtà un vibratore

Un tribunale di San Diego (Stati Uniti) è stato transennato dopo la segnalazione di un dispositivo elettronico sospetto all’esterno dell’edificio californiano. Dopo aver chiamato una squadra di artificieri a indagare sull’oggetto si è scoperto che non era una bomba, bensì un vibratore in alluminio.

Non si sa ancora a chi appartenesse il vibratore in quanto non è stato ancora reclamato da nessuno.

Uomo dell'Ohio è vivo ma ancora legalmente morto

Giudice dell’Ohio conferma a un uomo in aula che è ancora legalmente morto

Un uomo dell’Ohio qualche giorno fa è andato in tribunale per chiedere al giudice della contea di revocare una sentenza che nel 1994 lo aveva dichiarato legalmente morto, in quanto era scomparso molti anni prima ma tornato da otto anni; il giudice, però, ha respinto la sua richiesta, dicendo esplicitamente che il limite di tempo per revocare una sentenza di morte è di tre anni.

Uomo dell'Ohio è vivo ma ancora legalmente morto Lo stesso giudice Allan Davis ha dichiarato il caso di Donald Miller Jr. una “strana, strana situazione”.
“Qui abbiamo l’ovvio. Un uomo seduto in aula, apparentemente in buona salute”, ha detto il giudice. “Non so a cosa la porterà, ma per la legge lei è ancora defunto“.

Miller quando è ritornato è andato in tribunale per poter riottenere la patente di guida e per ripristinare il suo numero di previdenza sociale, anche se l’ex moglie non era d’accordo, in quanto non sarebbe in grado di risarcire i benefici che sono stati dati a lei e ai loro due figli dopo che il signor Miller è stato dichiarato morto.

A quanto pare, Miller, che ora ha 61 anni, ha dichiarato di essere scomparso negli anni ’80 a causa della perdita del lavoro e del suo alcolismo; ha così vissuto in Florida e in Georgia, prima di tornare in Ohio verso il 2005. La moglie Robin ha aggiunto anche che secondo lei è sparito in quanto doveva pagare molti arretrati degli assegni di mantenimento, pari a circa $26.000.

Bart Simpson appare davanti al giudice chiamato Mr Burns

Bart Simpson appare davanti al giudice chiamato Mr Burns (1) Un imputato di nome Bart Simpson è stato processato di fronte ad un giudice di nome Burns.

Il direttore di una società, Barton Simpson di 56 anni, lo scorso anno è stato fermato all’aeroporto di Birmingham in quanto è stato trovato con un’arma da fuoco, di cui ha negato il possesso.

Simpson, qualche giorno fa, è stato processato da un giudice di nome Recorder Burns nel tribunale di Warwick, il cui cognome coincide con quello del celebre capo di impianti nucleari Charles Montgomery Burns, del cartone animato americano Simpson.

Una coincidenza bizzarra, che ha fatto alzare le sopracciglia ai presenti, quando è stata letta la lista dei presenti in tribunale.

Bart Simpson appare davanti al giudice chiamato Mr Burns (2)

Porta la polizia in tribunale; rivuole la sua collezione porno

Un uomo di Bristol (UK) di 59 anni ha portato in tribunale la polizia per poter riavere la sua enorme collezione di video e immagini per adulti.

Porta la polizia in tribunale; rivuole la sua collezione porno La polizia aveva arrestato tre volte Anthony Gerrard con l’accusa di possesso di immagini illegali (di minori), sequestrando in tutto sei computer.

Lo scorso luglio, il giudice distrettuale David Parsons si è trovato a favore della polizia, ma il signor Gerrard è ricorso nel tentativo di riottenere i suoi computer – contenenti, in totale, 888 gigabyte di film per adulti e migliaia (2,5 gigabyte) di immagini pornografiche di adulti.

All’udienza d’appello anche il giudice Julian Lambert si è trovato a favore della polizia ed è stato respinto il ricorso del signor Gerrard. La legge stabilisce che non si possono separare le immagini in questione da dove sono archiviate.

Anche se sono state trovate 11 immagini illegali su quattro degli hard disk, queste sono state scaricate da parti dei computer che non sarebbero state accessibili dal signor Gerrard senza strumenti o tecniche speciali.
Hanno stabilito quindi che, probabilmente, le immagini in questione sono state scaricate inconsapevolmente; Gerrard ha infatti dichiarato: “Non sono interessato alla pedo-pornografia”.
“Non credo sia giusto che tengano i miei computer quando non ho fatto nulla di illegale”, aggiunge. “Mi sono costati duemila sterline in totale”.

La polizia non poteva in ogni caso restituire gli hard disk contenenti le immagini pedo-pornografiche in quanto diventerebbe distribuzione di materiale illegale – è impossibile cancellare del tutto qualcosa da un computer.

Giudice scambia nana per bambina e la caccia dall’aula

leggeugualepertutti

Una giovane di colore affetta da nanismo è stata cacciata dall’aula del Tribunale di Palermo perché il giudice monocratico Bruno Fascina l’ha scambiata per bambina.
La ragazza, che in realtà aveva 17 anni, si trovava nell’aula in quanto persona offesa e quindi parte coinvolta in un procedimento. Dopo alcuni minuti dall’uscita della giovane però, il giudice è stato informato della gaffe.
Inutile descrivere l’imbarazzo provato da Fascina che, con il suo gesto, voleva semplicemente far rispettare una legge che vieta ai bambini di entrare nelle aule di giustizia e non di certo offendere la ragazza. Al rientro della 17enne nell’aula il silenzio è stato assoluto.