Ragazza 20enne arrestata per aver lavorato come prostituta in biblioteca

Una ragazza americana di 20 anni è stata arrestata per aver lavorato come prostituta in una biblioteca di Tewksbury (Massachusetts, Stati Uniti).

La ragazza aveva scelto un posto più tranquillo e sicuro delle solite strade notturne e, senza che il proprietario ne sapesse nulla, girava tra gli scaffali alla ricerca di uomini assorti nella lettura, approcciandoli e scrivendogli bigliettini per comunicare per poi offrire loro di fare sesso in cambio di denaro.

La polizia ha ricevuto una soffiata e ha mandato un agente sotto copertura a controllare. Non appena è entrato nella biblioteca, la ragazza gli si è avvicinata con un bloc notes e una penna; dopo essersi scambiati qualche frase scritta sui fogli, gli ha offerto una prestazione sessuale in cambio di $60. Subito dopo è stata arrestata.

“Sono piuttosto sconvolto perché qui ci vengono molti ragazzini e io sono un insegnante, quindi è piuttosto preoccupante”, ha detto il proprietario. A quanto pare non è nemmeno la prima volta che succede una cosa del genere nella biblioteca di Tewksbury; lo scorso anno un uomo è stato arrestato dopo aver messo un annuncio su Craigslist offrendosi per fare sesso proprio nel bagno della stessa biblioteca. Magari la ragazza ha preso spunto da lui!

Pesce d'aprile - finisce in prigione

Fa un pesce d’aprile dicendo di aver ucciso il marito, viene arrestata

Pesce d'aprile - finisce in prigione Una donna del Tennessee è stata arrestata dalla Polizia dopo uno scherzo del primo aprile in cui ha fatto credere alla sorella di aver ucciso il proprio marito.

“Stavo solamente facendo un pesce d’aprile”, ha detto Susan Tammy Hudson, 52 anni.

“Ho detto: ‘Helen, ho sparato a mio marito. Sto ripulendo il casino, andiamo a seppellirlo’“.

Qualcuno l’ha sentita e, prima che potesse far capire alla sorella che era solamente uno scherzo, ha chiamato la Polizia locale.

Gli ufficiali sono arrivati a casa della signora, ammanettandola.

È stata rilasciata senza accuse, ricevendo addirittura i complimenti dai poliziotti; lo scherzo è proprio riuscito!

Chiama due spogliarelliste per i 16 anni del figlio – arrestata

Una donna di New York è stata arrestata con l’accusa di aver messo a repentaglio il benessere di alcuni minorenni.

Chiama due spogliarelliste per i 16 anni del figlio - arrestata (1) Voleva che il figlio ricordasse la festa del suo 16esimo compleanno per sempre, così si è rivolta ad un’agenzia di spogliarelliste – Tops in Bottoms – che ha provveduto a mandare alla festa due ballerine esotiche, che si sono spogliate di fronte a tutti e hanno ballato la lap dance su alcuni amici del festeggiato, la cui età oscillava tra i 14 e i 17 anni.

Alcuni genitori quando hanno saputo dell’insolita festa hanno denunciato il fatto alla Polizia, così Judy H. Viger, 33, rischia un anno di carcere perché, a quanto pare, nello stato di New York è illegale pagare qualcuno per rendere felice il figlio minorenne.

La Polizia ha avviato un’indagine e intervistato almeno 80 persone per capire cos’è successo esattamente la sera del compleanno nella sala da bowling in cui si è svolto, dopo che parenti e amici hanno pubblicato le foto nei social network.

L’agenzia di spogliarelliste ha dichiarato che non era a conoscenza dell’età dei presenti alla festa e ha detto ai giornalisti che l’incidente, se così si può chiamare, è stato gonfiato a dismisura.

Chiama due spogliarelliste per i 16 anni del figlio - arrestata (2)

Arrestata perchè ha scarabocchiato il suo nome sul banco

La dodicenne Alexa Gonzales è stata arrestata alcuni giorni fa dopo essere stata sorpresa a scrivere il suo nome sul banco di scuola con un pennarello indelebile.

La ragazza stava scarabocchiando alcune parole sul banco mentre aspettava che l’insegnante di spagnolo le assegnasse i compiti.

alg-alexa-gonzalez scarabocchi sul banco

La scritta diceva “Amo i miei amici Abby e Faith, Lex è stata qui 2/1/10”, ma invece che obbligarla a pulire il banco una volta finite le lezioni, gli insegnanti hanno avvisato la polizia e Alexa è uscita dell’istituto in manette.

Gli agenti l’hanno trasportata fuori dalla scuola media di Forest Hills a New York e trattenuta per ore davanti all’ingresso.

“Ho iniziato a piangere tantissimo” – ha raccontato Alexa. – “Ho scritto due cose piccolissime, potevano essere cancellate facilmente. Ammanettarmi non era necessario.”

La mamma ha definito l’intera vicenda un incubo, mentre gli agenti si sono affrettati a scusarsi, dicendo che l’arresto della giovane è stato un errore.

Nel frattempo però Alexa e la mamma si sono presentate davanti ad una corte che ha condannato la giovane a 8 ore di servizio alla comunità, mentre la scuola ha deciso di sospenderla per alcuni giorni.

“Quello che ho sicuramente imparato” – conclude Alexa – “è che non devo mai più scrivere su un banco. Mi hanno detto che si può essere arrestati anche scrivendo con la matita.”

Ringrazio di non essere nato in America, se no a quest’ora starei scontando l’ergastolo a Guantanamo.